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La Villa La Rotonda di Vicenza svela la sua bellezza naturale con il bosco in piena fioritura. Un progetto di riqualificazione ha trasformato gli spazi esterni in un'attrazione a sé stante, offrendo un'esperienza unica ai visitatori.

Il fascino del bosco ottocentesco

La Villa La Rotonda, capolavoro di Andrea Palladio, non è solo architettura. Il bosco circostante, un tempo trascurato, è ora protagonista. Quest'area, di quasi 13 mila metri quadrati, è diventata una meta imperdibile. Passeggiare tra gli alberi offre una prospettiva diversa sulla villa.

Il bosco, definito «romantico», era lasciato alla natura. Ora, grazie a un progetto di riqualificazione, è rinato. I sentieri sono stati risistemati. Si accede facilmente, anche per persone con disabilità. Il percorso porta a uno slargo con un cerchio che richiama la geometria palladiana.

Un progetto di valorizzazione

La riqualificazione è stata finanziata con 2 milioni di euro. Il progetto ha interessato anche le statue lungo il viale d'accesso. Sono state restaurate e dotate di illuminazione dedicata. Venticinque statue adornano la proprietà, tra cui quelle sulla terrazza ovest e sui parapetti.

Nell'area dell'ex agrumeto, sono stati riproposti vasi di agrumi e piante ornamentali. Si ricrea così un'atmosfera suggestiva. L'indagine archeologica ha rivelato strutture antiche, come mura pertinenti a una limonaia. Si è compreso meglio il sistema di sostegno delle mura.

La natura protagonista

La primavera ha portato una sorpresa nel bosco: la fioritura spontanea di narcisi e tulipani. Questi fiori riempiono i prati di colore. Il bosco è ora un tripudio di vita, un vero spettacolo naturale. L'agronomo e paesaggista Nicolò Valmarana, che guida la proprietà, ha supervisionato gli interventi.

Valmarana descrive il luogo come «una porta al paradiso terrestre». Le sue arnie prosperano, con un raddoppio inspiegabile di api regine e sciamature. Questo successo è un indicatore della salute dell'ecosistema.

La storia della Villa e della famiglia

La Villa La Rotonda è di proprietà della famiglia Valmarana da 110 anni. Nicolò Valmarana rappresenta oggi 16 cugini. Suo padre, il conte Ludovico, nato 100 anni fa, dedicò la sua vita alla conservazione della villa. Negli anni Ottanta avviò importanti restauri.

Nicolò ha ampliato la visione paterna. Ha valorizzato gli spazi esterni con la piantumazione di 316 alberi e 250 altre piante. I viali, le terrazze e i campi circostanti sono stati curati. Coltivano principalmente grano, da cui ricavano pasta e farina.

Un'esperienza sensoriale completa

Il viale d'ingresso è un cono prospettico con 700 rose rosa. La fioritura inizia in primavera e dura fino a dicembre. Il lato nord-est offre una campagna seminata con filari di alberi. Il lato sud-est presenta aree verdi con giardini di aromi e un viale delle delizie.

Il boschetto ottocentesco, ora armonioso, permette scorci sulla villa. Gli alberi sono stati controllati e alcuni abbattuti per garantire la visibilità. Un cedro del Libano e un platano sono stabilizzati con funi. L'audioguida descrive la flora, nominando faggi, gelsi e pungitopi.

La villa ospita eventi come seminari di yoga e concerti. Il Vicenza Jazz Festival si terrà a maggio. La scelta di non prevedere cestini per i rifiuti promuove il rispetto per l'ambiente. Le panchine ecologiche sono ancora in fase di selezione.

La villa attira studenti di architettura da tutto il mondo. Questo capolavoro, valorizzato anche grazie al «bonus facciate», continua a incantare visitatori e studiosi.

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