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L'artista pavese Mirta Gariboldi espone al Maxxi di Roma con un video che ironizza sulle "veline". L'opera riflette sull'oggettificazione del corpo femminile nella televisione passata.

Un video ironico sulle veline al Maxxi

Un'opera video intitolata “Wannabe Veline” esplora la figura della velina. Questa figura è stata creata dalla televisione berlusconiana. L'artista visiva Mirta Gariboldi, trentenne originaria di Pavia, presenta questo lavoro. È conosciuta anche come Ursulina di Lombardia.

Il video è stato realizzato insieme al collega Luca Frati. L'installazione è visibile al Maxxi di Roma. La mostra resterà aperta fino al 20 settembre. Nell'opera, i due artisti interpretano in chiave ironica una versione transessuale di Ilary Blasi. Lavorano con la sua manager. Stanno selezionando delle veline per un nuovo reality show.

La riflessione sull'oggettificazione femminile

Mirta Gariboldi descrive il suo approccio artistico. «Questo rovesciamento è lo strumento queer per antonomasia», afferma. «Mi riapproprio di qualcosa e lo capovolgo», spiega. La scelta del soggetto nasce da una riflessione profonda. Questa è maturata durante una residenza artistica. Si è svolta tra Varese e la Svizzera, dove l'artista ora risiede.

«La televisione dell’era berlusconiana è stata un trauma per la mia generazione», dichiara Gariboldi. Racconta di essere cresciuta in una famiglia che disprezzava quel tipo di TV. La sua famiglia evitava di guardarla. Lei, invece, ha deciso di affrontarla. Ha voluto guardarla per poterla giudicare.

Valori trasmessi dalla TV e ruoli femminili

Mirta Gariboldi evidenzia i valori trasmessi dalla televisione di quel periodo. Particolare attenzione è rivolta a quelli legati al corpo femminile. «Io non condanno la velina», sostiene l'artista. «Non è problematico che la donna faccia uso del proprio corpo in questo modo». Lei mira a liberare queste figure.

«Mi rendo conto che queste figure sono vittime dell’oggettificazione del berlusconismo», aggiunge. Il suo lavoro è una semiotica delle immagini di quella televisione. «Questo lavoro mi ha permesso di riflettere sul modello femminile costituito dal ventennio di Berlusconi», afferma. «Io mi muovo e cammino così perché la Canalis si è mossa e ha camminato per anni così davanti alla telecamera».

Gariboldi conclude sottolineando l'eredità di quei ruoli. «Abbiamo ereditato quei ruoli», dice. «Io però non credo che siano immutabili». L'opera invita a una rilettura critica di un'epoca televisiva e dei suoi impatti sulla società. L'esposizione al Maxxi offre uno spazio di riflessione su questi temi. L'arte diventa strumento per analizzare e decostruire modelli culturali. La figura della velina viene così spogliata della sua apparente leggerezza. Viene invece presentata come un costrutto sociale complesso. Esso riflette dinamiche di potere e rappresentazione.

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