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Una mostra a Roma esplora la figura femminile come paesaggio dell'anima e orizzonte del desiderio. L'artista Paolo Flores d'Arcais presenta un nuovo ciclo di opere inedite che indagano la sensualità e la forza vitale.

La donna diventa paesaggio primordiale

La figura femminile nelle opere di Paolo Flores d'Arcais trascende la sua rappresentazione tradizionale. Non è più un soggetto isolato, ma si evolve in un vero e proprio ambiente. Diventa l'orizzonte stesso della realtà. Il desiderio in questo contesto non incontra limiti o barriere. La curatrice Virginia Monteverde descrive questo paesaggio antropomorfo. Qui emergono con forza bruta la verità dell'atto sessuale. Si percepisce la vibrazione del piacere e l'urgenza del desiderio. La superficie pittorica si trasforma in una geografia dei sensi.

Questo inedito ciclo di opere è stato creato appositamente per la mostra. L'esposizione si intitola 'La donna è il paesaggio'. Si tiene presso la Fondazione Primoli di Roma. L'evento è visitabile dal 21 aprile al 15 maggio.

Dalla genesi genovese all'immersione romana

Nel suo testo per il catalogo, Virginia Monteverde afferma che il corpo femminile è la realtà più affascinante dell'universo. Questo appuntamento segna un punto di svolta radicale. Si distingue dall'esordio avvenuto a Genova. In quella occasione, la mostra 'Pittura pittura! Femmine, pugili e anche un Papa' aveva segnato la fine di un lungo periodo di segretezza. L'artista lavorava in un'officina privata. Il suo pensiero si trasformava in colore, lontano da ogni scrutinio ufficiale.

A Genova, si era assistito all'emergere di una ricerca viscerale. Il ring dei pugili, il trono del potere e l'energia vitale delle 'femmine' apparivano come simboli di una lotta necessaria. Con la mostra romana, Paolo Flores d'Arcais approfondisce ulteriormente il suo gesto artistico. Trasforma quelle prime intuizioni in un'immersione totale. Dalla scena genovese a quella romana, la pittura dell'artista diventa un punto di non ritorno.

Desiderio come centro dell'universo

La donna, in questo percorso, si configura come l'orizzonte primordiale della vita. È una celebrazione dell'esistenza. Riconosce nel desiderio l'unico vero centro dell'universo. Ogni pennellata diventa un'affermazione prepotente. Restituisce al colore la temperatura del sangue. Afferma la sovranità irriducibile dei sensi. L'artista, giornalista e saggista, è tornato alla pittura dopo una lunga pausa. Le sue immagini si decostruiscono progressivamente. I contorni vengono scardinati. La tensione espressiva viene accentuata.

Il soggetto principale delle sue tele è la figura femminile. Questo per la sua seducente perfezione e il fascino misterioso che da sempre ispira. Queste caratteristiche rimangono intatte nella sua pittura. Nonostante i corpi muliebri appaiano spesso scarnificati. Sono sottoposti a un violento processo di deformazione e cancellazione. La mostra offre una nuova prospettiva sull'arte di Flores d'Arcais. Un'arte che esplora le profondità dell'animo umano e la potenza del desiderio.

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