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La Basilicata avvia una campagna informativa sul test di riserva ovarica per donne tra i 26 e i 30 anni. L'iniziativa mira a sensibilizzare circa 14.000 giovani donne su questo tema cruciale per la salute riproduttiva.

Campagna informativa su test fertilità femminile

È stata inviata una richiesta all'assessore regionale alla Salute, Cosimo Latronico. L'obiettivo è implementare rapidamente una delibera specifica. Questa riguarda lo 'Screening regionale di fertilità - Test di riserva ovarica nella popolazione femminile'.

La delibera definisce una fascia d'età precisa per l'accesso al test. Si tratta delle donne comprese tra i 26 e i 30 anni. Si stima che circa 14.000 donne rientrino in questo gruppo. Ogni anno, migliaia di nuove giovani donne entreranno in questa fascia d'età.

Lo ha dichiarato il capogruppo del Partito Democratico, Piero Lacorazza. Egli ha sottolineato la delicatezza e la sensibilità del tema trattato. La sua iniziativa mira a garantire un'informazione completa e tempestiva.

Proposta tavolo di lavoro e comunicazione

Per questo motivo, Lacorazza ha proposto all'assessore di iniziare subito la pianificazione delle attività. È fondamentale avviare anche una campagna informativa mirata. Questo permetterà di raggiungere efficacemente il pubblico interessato.

Si suggerisce l'istituzione di un tavolo di lavoro dedicato. Questo gruppo si occuperà della preparazione della comunicazione. La comunicazione dovrà precedere e accompagnare l'esecuzione del test. Sarà un'occasione per coordinare gli sforzi informativi.

Al tavolo dovrebbero partecipare diversi attori. Tra questi, il centro di Procreazione Medicalmente Assistita (PMA). Ma non solo. Si auspica un allargamento della partecipazione. Dovrebbero essere coinvolti la Commissione regionale Pari Opportunità. Anche le consigliere di Parità avranno un ruolo. Le associazioni attive da anni su questi temi sono essenziali. L'Associazione Nazionale dei Comuni Italiani (Anci) è inclusa. Questo per facilitare il coinvolgimento delle amministrazioni comunali.

Medicina di genere e coinvolgimento scuole

Secondo il dirigente dem, questa iniziativa può essere un punto di partenza. Può avviare una riflessione più ampia sulla medicina di genere. Questo tema è già stato affrontato in una proposta di legge sulla parità. Lacorazza ne è cofirmatario insieme a Cifarelli e Marrese.

Si ritiene che la medicina di genere debba essere un obiettivo del Piano Sanitario regionale. Inoltre, lo stesso tavolo di lavoro potrebbe includere l'Ufficio Scolastico regionale. Anche i rappresentanti degli studenti delle scuole secondarie e delle università dovrebbero partecipare. Anche se non rientrano nella fascia d'età per il test, una campagna informativa più ampia sarebbe utile.

Infine, questo contesto potrebbe essere ideale per sostenere una proposta specifica. Si tratta della proposta avanzata dalle Consulte studentesche sul congedo mestruale. Questa iniziativa riguarda tutte le scuole della regione. Lacorazza ha annunciato che, se necessario, verrà presentata a breve una mozione a sostegno.

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