La provincia di Cuneo si distingue per la sua solidità economica e occupazionale, ma necessita di politiche mirate per affrontare sfide demografiche e settoriali. La Cisl propone questo modello come esempio per l'intero Piemonte.
Economia e occupazione cuneese in primo piano
La provincia di Cuneo emerge come un'area dinamica e competitiva. Un recente rapporto evidenzia la sua forza economica.
Il documento, intitolato "Un viaggio nella società e nell'economia della Provincia di Cuneo", è stato presentato dall'economista Mauro Zangola. L'evento si è svolto durante la "Staffetta Cisl - Territori in Dialogo".
Questo percorso itinerante è stato promosso dalla Cisl Piemonte. L'obiettivo è creare proposte concrete per lo sviluppo regionale.
Dati economici positivi ma con sfide
Il quadro economico di Cuneo appare robusto. Nel 2023, la provincia ha generato un PIL di 23,5 miliardi di euro.
Il PIL pro capite ha raggiunto i 40.500 euro. Questo dato risulta il più elevato tra le province piemontesi.
Sul fronte occupazionale, i dati del 2025 mostrano una crescita. Gli occupati sono aumentati di 8.000 unità rispetto all'anno precedente.
Il tasso di occupazione tra i 15-64enni si attesta al 72,6%. Questo posiziona Cuneo al sesto posto a livello nazionale.
Particolarmente incoraggiante è il dato giovanile. Il tasso di occupazione dei 15-29enni raggiunge il 46,4%. La provincia si colloca così al terzo posto in Italia.
Solo Brescia e Bolzano precedono Cuneo in questa specifica classifica.
Segnali di allarme e sfide future
Nonostante i risultati positivi, emergono alcuni segnali che richiedono attenzione. Le persone in cerca di lavoro sono aumentate di 2.000 unità nell'ultimo anno.
Il settore delle Costruzioni ha registrato una perdita significativa. Sono ben 3.000 gli occupati in meno in questo comparto.
Il calo demografico rappresenta una sfida strutturale persistente. Le proiezioni dell'Istat prevedono una perdita di oltre 11.000 residenti entro il 2050.
Il modello Cuneo: collaborazione per il bene comune
Il segretario generale provinciale, Enrico Solavagione, ha sottolineato l'importanza della collaborazione. La provincia di Cuneo ha affrontato le crisi meglio di altre realtà regionali.
Questo successo non è dovuto alla fortuna o alla posizione geografica. Il merito risiede nel tessuto produttivo, politico e sociale.
Questi attori hanno lavorato insieme per superare le divisioni. Hanno costruito il bene comune, un risultato di cui andare fieri.
Tuttavia, Solavagione avverte che questi risultati non si mantengono da soli. Sono necessarie politiche serie e condivise.
Un punto cruciale menzionato è la sicurezza sul lavoro.
La Cisl propone Cuneo come modello per il Piemonte
Il segretario generale della Cisl Piemonte, Luca Caretti, ha definito l'iniziativa una sfida alla politica regionale. Si parte da Cuneo perché il suo modello funziona.
Questa provincia incarna una crescita equilibrata. Riesce a coniugare competitività, coesione sociale e qualità della vita.
Caretti ha evidenziato un rischio per il Piemonte. La regione non può permettersi la creazione di province di serie A e province di serie B.
La "Staffetta Cisl" mira a promuovere un'agenda di sviluppo per l'intero territorio piemontese.