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Sono disponibili 60 unità abitative tramite un nuovo bando per l'edilizia pubblica. Le domande si raccolgono fino al 22 maggio, ma le associazioni denunciano la scarsità di alloggi rispetto alle richieste.

Nuovo bando per l'edilizia residenziale pubblica

È stato pubblicato un nuovo avviso per l'assegnazione di alloggi di edilizia residenziale pubblica. L'iniziativa mette a disposizione un totale di 60 unità abitative. Questo numero rappresenta un incremento rispetto all'anno precedente, con 8 appartamenti in più. La maggior parte degli alloggi, 40 per l'esattezza, appartiene al patrimonio del Comune.

Le restanti 20 unità sono di proprietà di Aler. Di queste, 18 si trovano a Brescia e 2 nel comune di Collebeato. Il bando è ufficialmente aperto da ieri. Le richieste potranno essere inoltrate fino alla data del 22 maggio.

Modalità di presentazione delle domande

Per partecipare al bando, è necessario collegarsi alla Piattaforma regionale dedicata ai servizi abitativi. L'indirizzo web è www.serviziabitativi.servizirl.it. In caso di difficoltà tecniche con la piattaforma, è possibile contattare il numero verde 800.131.151. In alternativa, si può inviare una comunicazione via email all'indirizzo bandi@regione.lombardia.it.

Per coloro che non dispongono di un computer o di accesso a Internet, sono previste alternative. È possibile fissare un appuntamento presso gli uffici comunali. Il numero da contattare è 0302977426, con orari di ricevimento dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 12 e dalle 14 alle 15:30. Anche Aler offre supporto, al numero 0302117766. Per i soli residenti di Collebeato, il contatto è l'ufficio Servizi sociali del comune.

Critiche alla scarsità di alloggi disponibili

L'apertura del bando ha suscitato delusione tra gli attivisti di Diritti per tutti. L'associazione ha promosso una campagna per evidenziare le problematiche, in particolare quelle relative agli alloggi di proprietà Aler. Il gruppo organizza regolarmente presidi contro gli sfratti.

«Avevamo richiesto che il Comune di Brescia e Aler rendessero disponibili almeno 200 appartamenti», ha dichiarato l'associazione. «Ciò avrebbe permesso a una famiglia su cinque tra le circa 1000 che presenteranno domanda di ottenere un alloggio popolare». Il portavoce Umberto Gobbi ha ricordato che nel 2024 risultano 231 alloggi Aler vuoti. Ha anche menzionato gli sforzi del Comune per recuperare immobili sfitti.

«La situazione sostanzialmente non cambia», ha aggiunto Gobbi. «Nel 2026, solo una famiglia su venti potrà realisticamente sperare di accedere a una casa popolare a canone sociale. Questo perché le liste di attesa, come negli anni passati, supereranno probabilmente le 1000 famiglie iscritte in graduatoria».

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