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Il Comune di Cologno Monzese cerca nuove proposte per rilanciare l'impianto di compostaggio dismesso. L'avviso pubblico mira a valorizzare l'intera area, aprendo a diverse attività sostenibili.

Rilancio impianto compostaggio a Cologno Monzese

L'amministrazione comunale di Cologno Monzese ha deciso di riaprire le porte a nuove idee. Si cerca un futuro per l'impianto di compostaggio situato lungo la Sp113. La struttura, vicina ai confini con Cernusco sul Naviglio e Brugherio, è ferma da maggio 2024. La precedente gestione di EcoNord è terminata. Ora si tenta un nuovo percorso per ridare vita al sito.

La Giunta ha approvato un nuovo avviso pubblico. Questo invita a presentare proposte di project financing. L'obiettivo è la ristrutturazione e la valorizzazione dell'area. Si punta anche alla riqualificazione e alla gestione futura dell'impianto. L'iniziativa mira a rilanciare la struttura, anche con un nuovo aspetto.

Nuovo bando dopo il fallimento del 2025

L'anno scorso, le proposte presentate non furono ritenute idonee. Due raggruppamenti d'imprese avevano depositato i loro progetti in Municipio nel 2025. Il primo era formato da Cap Evolution e Cem Ambiente. Il secondo vedeva coinvolte Sangalli Giancarlo di Monza e Corion. Nessuna delle due proposte ottenne l'approvazione necessaria.

L'assessore all'Ambiente, Vincenzo Barbarisi, ha spiegato le differenze con il precedente avviso. «L'avviso precedente era più perimetrato», ha dichiarato. Si concentrava sull'impianto e sull'Autorizzazione Integrata Ambientale (Aia) esistente. Il nuovo bando, invece, ha «maglie più larghe».

Si pensa alla valorizzazione dell'intera area comunale. Questa include una zona verde di 14mila metri quadrati. Non solo il capannone e le sue pertinenze. Verranno valutate proposte che integrino l'Aia. Saranno considerate anche attività esterne all'autorizzazione attuale. Un punto fermo resta la sostenibilità ambientale del sito.

Proposte aperte per l'area comunale

L'ex impianto di compostaggio è ora visto come una «foglio bianco». Le possibilità sono ampie, come confermato dai documenti allegati al nuovo avviso. L'Amministrazione è aperta a proposte che non aderiscano strettamente alle funzioni passate. Si valuta il «revamping dell'esistente». Si considera anche la «riconversione» per altri tipi di trattamento di materiali.

Questi nuovi trattamenti dovranno avere un'esigenza e utilità comprovate. L'attenzione all'economia circolare nel trattamento dei rifiuti resta fondamentale. L'uso di fonti energetiche a basso impatto ambientale è un altro requisito. Si potrà andare oltre il classico compostaggio. Tutto ciò, naturalmente, previa approvazione del project da parte del Comune.

«Speriamo che possano giungere diverse proposte da analizzare con attenzione», ha concluso Barbarisi. L'obiettivo è trovare soluzioni innovative e sostenibili per l'area. Si attende un riscontro positivo da parte degli operatori del settore.

Funzionamento precedente dell'impianto

Prima della sua chiusura, l'impianto trattava la Forsu (frazione organica dei rifiuti solidi urbani). Veniva gestito anche il materiale verde derivante dagli sfalci. La capacità massima annua era di circa 30mila tonnellate. La sua dismissione ha lasciato un vuoto nella gestione dei rifiuti organici della zona.

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