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La metrotranvia Milano-Seregno è a rischio per la mancata erogazione di fondi aggiuntivi da parte del Ministero delle Infrastrutture. Pendolari e enti locali esprimono forte delusione e preoccupazione per il futuro dell'opera.

Metrotranvia Milano-Seregno: fondi negati dal MIT

Il completamento della metrotranvia tra **Milano** e **Seregno** è seriamente compromesso. Il **Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti** (MIT) ha negato risorse aggiuntive. Servirebbero circa 120 milioni di euro per coprire gli extracosti. Questa decisione ha generato profonda delusione tra i pendolari. L'associazione Utenti del Trasporto Pubblico (UTP) ha espresso il proprio disappunto. Hanno lamentato una mancanza di collaborazione da parte del MIT. Gli enti locali avevano richiesto aiuto per superare le difficoltà del progetto.

Il MIT ha chiarito la propria posizione. Ha ricordato di aver già contribuito con 128 milioni e 530mila euro in passato. Il Ministero sottolinea che le criticità attuali, inclusi ritardi e extracosti, non sono riconducibili alla sua responsabilità. Il soggetto attuatore dell'opera è infatti la **Città metropolitana di Milano**. Questa situazione rischia di affossare un'infrastruttura attesa da oltre vent'anni. La metrotranvia è considerata vitale per il territorio.

Enti locali e pendolari uniti nella protesta

La **Città metropolitana di Milano** ha convocato un incontro. Si terrà il 14 aprile con i sindaci dei comuni coinvolti. Parteciperanno rappresentanti di **Milano**, **Bresso**, **Cormano**, **Cusano Milanino**, **Paderno Dugnano**, **Nova Milanese**, **Desio** e **Seregno**. L'obiettivo è valutare la situazione. I 120 milioni di extracosti appaiono un ostacolo quasi insormontabile. L'UTP denuncia anche una disparità di trattamento. Viene citato il caso della Milano-Limbiate. Per quest'ultima, a febbraio 2024, il MIT aveva stanziato oltre 88 milioni per coprire extracosti di materiali. La situazione attuale per la Milano-Seregno è simile in termini di somma necessaria. Si apprende che 30 milioni sarebbero già disponibili da fonti di stampa.

I pendolari trovano incomprensibile questa chiusura al dialogo. Sottolineano che i comuni non hanno la capacità economica per coprire tali spese. Solo lo Stato può intervenire con somme di tale entità. Questo è avvenuto anche nel 2024. L'UTP evidenzia anche lo stanziamento di fondi maggiori per il prolungamento della M5 da **Milano** a **Monza**. I lavori per la M5 non sono ancora iniziati. Ci sono molte incertezze sulla data di avvio dei cantieri. L'associazione auspica un cambio di rotta da parte del MIT. Sperano in un percorso di collaborazione. Altrimenti, si prospetta un disastro per l'intero territorio. I rimpalli di responsabilità non basteranno a evitare le conseguenze negative.

Il futuro incerto della metrotranvia

La mancata erogazione di fondi aggiuntivi da parte del **Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti** getta un'ombra pesante sul futuro della metrotranvia **Milano-Seregno**. L'opera, attesa da decenni, rischia di fermarsi definitivamente. La richiesta di 120 milioni di euro per coprire gli extracosti è stata respinta. Questo ha scatenato la reazione dell'associazione Utenti del Trasporto Pubblico (UTP). Essi si sentono abbandonati dal governo centrale. La loro delusione è palpabile. Si aspettavano un supporto concreto dagli enti locali, ma soprattutto dal MIT.

Il Ministero, dal canto suo, si difende. Ricorda gli ingenti fondi già erogati in passato. Sottolinea che la responsabilità dei ritardi e degli aumenti dei costi ricade sul soggetto attuatore. La **Città metropolitana di Milano** è chiamata a gestire le problematiche emerse. L'UTP, però, non ci sta. Evidenzia la disparità di trattamento rispetto ad altri progetti. Il caso della Milano-Limbiate è emblematico. Lì sono stati stanziati fondi significativi per coprire extracosti. La stessa urgenza non sembra essere stata riconosciuta per la Milano-Seregno. I pendolari chiedono un intervento statale deciso. Solo così si potrà garantire il completamento dell'opera. L'alternativa è un grave danno per la mobilità e l'economia della regione.

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