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La città di Voghera ha reso omaggio a un aspetto meno conosciuto di Alberto Arbasino, celebrando il suo legame con musica e teatro. L'evento ha visto la partecipazione di studenti, autorità e intellettuali, culminando nella premiazione del regista Damiano Michieletto.

Omaggio all'Arbasino melomane e regista

La terza edizione del Premio letterario, istituito dal Comune di Voghera, ha svelato un volto inedito di Alberto Arbasino. L'intellettuale è stato celebrato non solo per la sua opera letteraria, ma anche per la sua passione per il teatro e la musica lirica. L'evento si è svolto ieri sera, alle 18, presso il teatro Garavani.

Una folta platea, composta da politici, autorità, studenti e cittadini, ha partecipato alla serata. La città natale di Arbasino ha così voluto tributare una delle sue molteplici sfaccettature, quella meno nota al grande pubblico. Giorgio Montefoschi, presidente della giuria, ha sottolineato come Arbasino fosse un assiduo frequentatore di teatri.

«Dirigeva versioni di opere famose», ha spiegato Montefoschi. «Era un vero melomane, capace di discutere per ore di qualsiasi opera lirica». La sindaca Paola Garlaschelli, ideatrice del premio, ha aggiunto che per Arbasino il teatro rappresentava un'esperienza totalizzante. La musica, in particolare, era per lui una vera e propria ossessione.

Studenti e musicisti sul palco del Garavani

L'omaggio a questo lato poliedrico di Arbasino si è concretizzato in due modi. Innanzitutto, è stato premiato il regista e scenografo Damiano Michieletto. Michieletto aprirà la stagione della Scala il 7 dicembre con la sua interpretazione dell'Otello. In secondo luogo, il suo talento è stato portato in scena.

Ad aprire la serata, gli studenti del liceo Galilei di Voghera. Hanno recitato alcuni brani scritti da Arbasino, affiancati dal maestro di cerimonie Massimiliano Finazzer Flory. Le note di alcuni brani sono state eseguite dai giovani violinisti Giovanni Viola e Gianluigi Sartori.

Prima di passare la parola all'ospite d'onore, il presidente della giuria ha annunciato i vincitori della sezione del concorso dedicata alle scuole. Il premio, del valore di mille euro, è stato assegnato a Jean Paul Cerutti, Chiara Marchetti, Chiara Plazzi e Francesco Plazzi. Gli studenti del liceo Galilei hanno presentato la migliore recensione dell'Anonimo Lombardo. La loro analisi ha saputo collegare l'opera al resto della produzione arbasiniana.

Il regista Michieletto premiato per la sua visione

Il momento clou della serata è stato l'intervento di Damiano Michieletto. I membri della giuria, composta da critici, letterati e giornalisti come Andrea Cortellessa, Alessandro Masi, Raffaele Manica, Michele Masneri ed Elisabetta Rasy, hanno posto domande al regista.

Michieletto ha ricevuto il premio, del valore di 10mila euro. La motivazione del riconoscimento è stata la sua «capacità di rileggere i classici con spirito arbasiniano». La sindaca Garlaschelli ha evidenziato anche «il modo di stare nei testi della tradizione ma in tensione con il presente».

Con un curriculum di 84 spettacoli in tutto il mondo, Michieletto ha fatto parte del team creativo per la cerimonia di apertura di Milano-Cortina. Ha inoltre diretto il film “Primavera”, tratto dal romanzo “Stabat Mater” di Tiziano Scarpa e prodotto da Warner Bros.

Il suo lavoro si basa sulla riscrittura, una pratica che accomuna il suo percorso a quello di Arbasino. «Arbasino era un maestro nell'innovare», ha affermato Michieletto. «Io cerco di fare lo stesso, ma a modo mio. Nell'opera, hai due ore per catturare il pubblico». Il regista punta a essere chiaro e diretto, eliminando elementi superflui. Spesso cancella le didascalie iniziali, concentrandosi solo su musica e testo.

«Questi sono gli unici ingredienti che mi guidano verso la rappresentazione», ha spiegato Michieletto. «Cerco di innovare l'opera sentendomi libero, senza paura del giudizio. Rimango onesto con me stesso e riconosco quando qualcosa funziona, senza tradire il desiderio di emozionare il pubblico».

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