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Due fratelli sono stati posti agli arresti domiciliari a Bassano del Grappa. Sono accusati di aver tentato una rapina in una filiale bancaria, ma il colpo fallì a causa di un sistema di sicurezza.

Tentata rapina a Mussolente: i fatti

I carabinieri di Bassano del Grappa hanno eseguito un'ordinanza di custodia cautelare. Due fratelli, di 31 e 29 anni, sono finiti agli arresti domiciliari. I due risiedono rispettivamente a Romano d’Ezzelino e Riese Pio X. L'accusa è di tentata rapina aggravata.

Il provvedimento è stato emesso dal Giudice per le Indagini Preliminari di Vicenza. La richiesta è arrivata dalla Procura berica. Le indagini sono state complesse. Hanno raccolto gravi indizi di colpevolezza contro i due fratelli.

Il colpo fallito in banca

I fatti risalgono al 13 agosto 2025. Erano circa le 11:30. Due uomini entrarono nella filiale Volksbank di Mussolente. Erano armati di pistola. Avevano il volto coperto da maschere in lattice. Uno dei due indossava un cappello da pescatore.

I rapinatori minacciarono dipendenti e una cliente. Li costrinsero a radunarsi nel salone principale. Dovettero sedersi a terra. Poi intimarono a una dipendente di aprire le casseforti.

Il colpo, però, non andò a buon fine. Il sistema di sicurezza temporizzato delle casse ha un ritardo di venti minuti per l'apertura. I malviventi non poterono accedere subito al denaro. Decisero quindi di desistere.

La fuga e le indagini

I due si diedero alla fuga. Usarono un ciclomotore parcheggiato poco distante. I carabinieri arrivarono rapidamente sul posto. Avviarono le ricerche. Trovarono lungo il percorso di fuga il cappello perso da uno dei rapinatori.

A qualche centinaio di metri, trovarono il ciclomotore. Era bloccato da un guasto. Aveva una targa posticcia. Le indagini sono state coordinate dalla Procura di Vicenza.

Si sono basate sull'analisi dei sistemi di videosorveglianza. Sono state raccolte testimonianze. Ci sono stati servizi di osservazione e pedinamento. Sono state effettuate perquisizioni e sequestri. Fondamentali sono state le intercettazioni telefoniche e ambientali.

Il ritrovamento di droga e materiale

Durante le perquisizioni, eseguite a settembre, i militari hanno trovato abiti compatibili con quelli usati durante la rapina. Hanno rinvenuto anche bossoli e la confezione di una pistola a salve. Nell'abitazione del 29enne sono stati trovati circa 63 grammi di sostanza stupefacente. C'era anche un bilancino di precisione e materiale per il confezionamento.

Per questo motivo, il 29enne è stato anche denunciato a piede libero. L'accusa è di detenzione ai fini di spaccio. Entrambi gli indagati sono stati rintracciati nelle loro abitazioni. Sono stati sottoposti agli arresti domiciliari. Non possono allontanarsi senza autorizzazione.

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