A Viadana, l'argine di Bocca Chiavica rimane inaccessibile da due anni a causa di uno smottamento. Molti automobilisti, esasperati dalle vie alternative, hanno ripreso a percorrere la strada vietata, spostando le transenne. I lavori di manutenzione, attesi da tempo, non sono ancora iniziati nonostante i fondi stanziati.
Argine chiuso da due anni a Viadana
La strada sull'argine di Bocca Chiavica è nuovamente transitata da veicoli. Questo non è dovuto alla conclusione dei necessari interventi di manutenzione. Molti conducenti hanno deciso di ignorare il divieto.
Alcuni automobilisti hanno confessato di essersi presi la libertà di passare. La ragione è la totale inattività sul cantiere da ben due anni. Qualcuno ha rimosso le transenne che bloccavano l'accesso.
Le auto hanno quindi ripreso a circolare liberamente. La situazione crea preoccupazione per la sicurezza stradale e idraulica.
Smottamento e timori per la tenuta idraulica
Un tratto di via Argine Oglio aveva subito un cedimento. Il problema si era manifestato in prossimità di una chiavica. Si era creata una profonda buca, di circa tre metri.
La voragine si era aperta lungo il fianco della barriera arginale. Questo ha generato seri timori per la tenuta idraulica dell'argine. Il rischio aumentava in caso di piene del fiume.
Lo smottamento aveva reso necessaria la chiusura al traffico della strada sommitale. La decisione è stata presa per prevenire incidenti.
Le vie alternative risultano pericolose
L'argine rappresentava la principale via di collegamento. Collegava le frazioni settentrionali di Viadana, come Commessaggio e Gazzuolo. La sua chiusura ha creato disagi significativi.
Le strade alternative, situate a quote inferiori, sono considerate pericolose. Sono descritte come strette e poco illuminate. Presentano inoltre buche e altri smottamenti.
La segnaletica orizzontale è quasi assente. L'incrocio con mezzi pesanti su queste vie genera ulteriore apprensione tra gli automobilisti.
Fondi stanziati ma lavori ancora attesi
I cittadini si erano rivolti al Comune e all'Agenzia Interregionale per il Po (Aipo). Era stato consigliato di sollecitare i consiglieri regionali. L'obiettivo era ottenere i fondi necessari per la sistemazione.
Le risorse sono state finalmente assegnate. Si tratta di circa 500mila euro, disponibili da settembre scorso. Nonostante ciò, si attende ancora l'avvio dei lavori.
I residenti desiderano vedere i mezzi operativi sul posto. Chiedono inoltre informazioni sull'iter e sui tempi di realizzazione da parte di Aipo.
Complessità progettuale e tempi lunghi
Inizialmente, si prevedeva l'inizio dei lavori per gennaio. Tuttavia, la progettazione si è rivelata più complessa del previsto. Coinvolge anche la Soprintendenza.
L'edificio soprastante la zona interessata presenta alcune crepe. Questo richiede un'attenta valutazione. Anche il Parco del Mincio è coinvolto nelle procedure.
Durante un recente consiglio comunale, si è ipotizzato il termine dei lavori per la fine del 2026. Una data che appare lontana per i residenti.