La perizia conferma il sabotaggio della petroliera Seajewel con ordigni militari. Un cuscino d'acqua ha evitato una catastrofe ambientale a Savona. Le indagini proseguono.
Dettagli tecnici sull'esplosione della Seajewel
Due esplosioni hanno colpito la petroliera Seajewel. L'incidente è avvenuto nella notte tra il 14 e il 15 febbraio 2025. La nave si trovava ancorata tra Savona e Vado Ligure. Una perizia della Procura di Genova ha fornito nuovi elementi. L'origine dolosa dell'attentato è stata confermata. Gli esami sono stati condotti in Grecia. La nave era in cantiere a Pireo. L'ingegnere navale Alfredo Lonoce e l'ispettore Federico Canfarini hanno guidato le analisi. Sono state necessarie dodici ore di lavoro sotto la chiglia. La polizia scientifica greca ha supportato le operazioni. Le analisi hanno permesso di ricostruire l'accaduto con precisione.
Analisi delle deformazioni e degli ordigni
Lo squarcio principale misurava 120 per 70 centimetri. La lamiera deformata indicava un impatto significativo. Gli esperti hanno concluso che le deformazioni erano compatibili con l'esplosione di ordigni. Si ipotizza l'uso di mine militari. Si trattava verosimilmente di mine «a patella». Questi ordigni sono dotati di magneti. Permettono l'adesione alla carena della nave. Un temporizzatore meccanico ritardava l'innesco. Il ritardo poteva arrivare fino a 7-9 giorni. La provenienza esatta delle mine non è stata determinata. Gli investigatori sottolineano la natura militare dei dispositivi. Gli ordigni sono stati quasi certamente posizionati quando la nave era ferma. L'applicazione in porto è l'ipotesi più probabile. La velocità di crociera della Seajewel (13-13,5 nodi) rende improbabile l'adesione in mare aperto. La scia avrebbe potuto staccare le mine.
Il ruolo del cuscino d'acqua e le indagini
Uno dei due ordigni non ha funzionato come previsto. Si sarebbe sganciato accidentalmente. L'esplosione è avvenuta sul fondale. L'altro ordigno ha causato lo squarcio. Tuttavia, non ci sono state conseguenze catastrofiche. La presenza di circa 900 tonnellate di acqua di zavorra è stata determinante. L'acqua si trovava nella cisterna 6 Sn. Ha agito da ammortizzatore. Ha assorbito gran parte dell'energia dell'esplosione. Questo ha impedito danni al fasciame della cisterna di carico. Non si è verificato alcun sversamento di greggio in mare. Senza questo «cuscino» liquido, l'effetto dirompente avrebbe potuto raggiungere il carico. I rischi ambientali e di sicurezza sarebbero stati molto più gravi. Le indagini proseguono. La Procura di Genova coordina le attività. L'ipotesi di reato è naufragio aggravato da finalità di terrorismo. La Seajewel batte bandiera maltese. Era sospettata di far parte della «flotta ombra» legata al petrolio russo. Il suo carico e i suoi spostamenti erano sotto attenzione. La perizia ha escluso incidenti o avarie tecniche. Si tratta di un sabotaggio con ordigni militari. Le circostanze fortunate o un errore degli attentatori hanno evitato una tragedia.
Domande frequenti
Cosa è successo alla petroliera Seajewel?
La petroliera Seajewel è stata colpita da due esplosioni, confermate dalla perizia come un sabotaggio con ordigni militari. Un errore o una circostanza fortunata hanno evitato una catastrofe ambientale grazie a un cuscino d'acqua di zavorra.
Dove è avvenuto l'incidente della Seajewel?
L'incidente è avvenuto nella notte tra il 14 e il 15 febbraio 2025. La nave si trovava ancorata alle boe Sarpom tra Savona e Vado Ligure.
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