Il consumo di antibiotici in Trentino nel 2025 è sceso sotto i livelli pre-pandemici, segnando un calo del 15,4% rispetto all'anno precedente. Particolarmente significativa la riduzione nella popolazione pediatrica.
Consumo antibiotici torna ai livelli pre-pandemia
È disponibile il rapporto annuale sul consumo di antibiotici in Trentino. Il documento, redatto dal Centro provinciale di farmacovigilanza, analizza i dati del 2025. Il consumo totale si è attestato a 13,6 dosi giornaliere ogni 1.000 abitanti. Questo dato riporta l'utilizzo di questi farmaci al di sotto dei livelli registrati prima della pandemia. Il Trentino si conferma virtuoso, con un consumo inferiore alla media italiana.
La diminuzione registrata nel 2025 è stata del 15,4% rispetto all'anno precedente. Questo calo ha permesso di superare i valori di consumo del periodo precedente al Covid-19. La provincia si posiziona tra le aree più virtuose a livello nazionale. Il consumo locale risulta inferiore del 16% rispetto alla media italiana.
Drastica riduzione nella popolazione pediatrica
I risultati più significativi riguardano i bambini fino ai 13 anni. In questa fascia d'età, la quantità di antibatterici sistemici si è dimezzata. La prevalenza d'uso è passata dal 37,6% al 24,9%. Questo importante traguardo è frutto di un progetto mirato all'appropriatezza prescrittiva. I pediatri di libera scelta hanno aderito attivamente. L'uso del test rapido per lo streptococco è stato promosso. Questo ha facilitato la diagnosi delle faringo-tonsilliti. L'amoxicillina è stata confermata come farmaco di prima scelta. Di conseguenza, è diminuito l'impiego di molecole ad ampio spettro. Farmaci come l'amoxicillina associata ad acido clavulanico e i macrolidi sono stati usati meno. Sono stati ampiamente superati gli obiettivi qualitativi e quantitativi del Piano nazionale di contrasto all'antibiotico-resistenza per la fascia pediatrica.
Miglioramento generale delle terapie
Anche per la popolazione generale si osserva un netto miglioramento. La qualità delle terapie antibiotiche è aumentata. Il rapporto tra molecole ad ampio spettro e quelle a spettro ristretto è in costante calo. Il valore attuale di 7,7 è già migliore dell'obiettivo fissato per il 2026, che era 10,1. Un dato epidemiologico di rilievo è l'aumento del 18% nell'uso della doxiciclina. Questo incremento è probabilmente legato alla maggiore diffusione delle zecche dei boschi. Aumenta quindi la necessità di trattare o prevenire la malattia di Lyme.
Prospettive future e attenzione costante
Nonostante gli ottimi risultati ottenuti, l'attenzione nel 2026 rimarrà elevata. L'obiettivo è raggiungere la riduzione finale del consumo totale di antibiotici. Questo si otterrà attraverso la formazione continua dei medici. Le strategie provinciali e nazionali guidano questo percorso. L'impegno per un uso più consapevole degli antibiotici prosegue. La fonte di questi dati è il Centro provinciale di farmacovigilanza del Servizio politiche del farmaco e assistenza farmaceutica di Asuit.