La Flc Cgil del Trentino propone un nuovo approccio per eliminare le lacune formative degli studenti. L'obiettivo è raggiungere la fine dell'obbligo scolastico senza carenze, anticipando le difficoltà anziché recuperarle a posteriori.
Un nuovo approccio al recupero scolastico
La Flc Cgil del Trentino avanza una proposta innovativa. L'obiettivo è raggiungere la fine dell'obbligo scolastico, ovvero il biennio della scuola secondaria di secondo grado, senza alcuna lacuna formativa. Questa visione ribalta l'attuale prospettiva sul recupero delle carenze. Il sindacato ha presentato un documento all'assessora Gerosa e al Dipartimento. Il documento anticipa il confronto sul disegno di legge in materia.
Il segretario provinciale, Raffaele Meo, ha spiegato la nuova filosofia. «L'idea di recupero va abbandonata», ha affermato. «La prospettiva va capovolta. Lo sguardo non deve essere rivolto all'indietro in una logica di "salvataggio", bensì concentrato sul presente e sul futuro».
Anticipare le difficoltà con l'esperienza
Il percorso formativo deve essere tracciato in anticipo. Si devono individuare e prevenire potenziali passaggi critici futuri. Questa analisi si basa sull'esperienza dei docenti. Si considerano anche le osservazioni degli studenti. «Gli insegnanti di ogni disciplina conoscono molto bene i punti meno accessibili del proprio programma», ha sottolineato Meo. «I passaggi più importanti e propedeutici sono prevedibili e prevenibili».
Il superamento delle difficoltà deve essere costruito gradualmente. Questo processo deve avvenire lungo tutto il percorso scolastico. Non deve attendere che il problema sia ormai conclamato. L'attuale sistema non ha funzionato come previsto. Secondo l'analisi della Flc, prevale una logica di compensazione. Questa mira a scongiurare la bocciatura. Eliminando la minaccia della bocciatura, le lacune verrebbero affrontate in modo preventivo. Non più in un'ottica riparativa per evitare la bocciatura.
Più risorse e meno burocrazia per i docenti
La proposta della Flc richiede un cambio di visione. Richiede anche una diversa organizzazione del lavoro dei docenti. Sono necessarie maggiori risorse. Bisogna investire sulla funzione propria dei docenti. Si deve valorizzare la competenza dell'insegnamento. È fondamentale sgravare i docenti da carichi burocratici. La riforma proposta dall'assessorato, invece, aggraverebbe ulteriormente questi oneri. Sono indispensabili più risorse da investire in questa direzione.
È necessario prestare maggiore attenzione al passaggio critico tra la scuola secondaria di primo e secondo grado. Questo momento potrebbe essere meno complesso. Ciò avverrebbe rafforzando la comunicazione tra i due cicli di studio. Sarebbe utile investire in un'analisi tempestiva delle difficoltà. Un orientamento più efficace è altrettanto importante. «A distanza di quasi 20 anni dalla riforma sarebbe urgente e necessario investire in modo significativo su questo segmento di scuola», ha dichiarato Meo. L'obiettivo è garantire il diritto al positivo compimento del percorso decennale dell'istruzione obbligatoria. Questo rappresenta il fondamento della cittadinanza. Inoltre, si pongono solide basi per la prosecuzione degli studi nel triennio.
Sperimentazione e innovazione nel Trentino
A livello nazionale, la situazione appare ferma. Il Trentino potrebbe diventare un laboratorio nazionale di innovazione. Il sindacato propone una sperimentazione nel primo biennio delle superiori. L'obiettivo è valutarne le ricadute nel triennio. Si monitorerebbe così il percorso che porta alla maturità. «Restiamo convinti che crisi e fallimenti riguardino ogni persona e ogni disciplina», ha concluso Meo. «Si tratta di fasi, però, che se governate e accompagnate correttamente possono trasformarsi in strumenti di crescita per ragazze e ragazzi».