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A Torino si tiene un importante congresso internazionale sulla cardiologia. Verrà presentato il modello piemontese 'Clear Pathway' per migliorare la gestione dei pazienti dopo un infarto e controllare il colesterolo.

Nuove strategie per la salute cardiovascolare

Le malattie del cuore rappresentano la principale causa di decesso in Italia. Ogni anno si contano circa 230mila vittime, il che equivale al 30,8% del totale dei decessi. Queste patologie comportano anche un notevole impatto economico, con una spesa sanitaria annuale che supera i 41 miliardi di euro. Un dato preoccupante riguarda gli infarti: si verificano tra i 130mila e i 150mila casi ogni anno nel nostro Paese. Il rischio di mortalità rimane elevato anche dopo le dimissioni ospedaliere, con circa il 10% dei pazienti che non sopravvive entro il primo anno.

Questi temi sono al centro del congresso internazionale 'Change in Cardiology 2026'. L'evento si svolgerà al Lingotto di Torino dal 9 all'11 aprile. L'obiettivo è discutere e proporre soluzioni innovative per affrontare queste problematiche sanitarie.

L'eccellenza piemontese nella cura del cuore

Nonostante la gravità dei dati, esistono anche aspetti positivi. Ogni anno, circa 85mila pazienti in Italia beneficiano di trattamenti tempestivi come l'angioplastica coronarica. Di questi, circa 7mila sono assistiti in Piemonte. Questo intervento ha portato a una significativa riduzione della mortalità nella fase acuta dell'infarto. Tuttavia, un dato allarmante è che fino al 50% degli infarti colpisce individui senza precedenti problemi cardiovascolari. Per questo, il controllo del colesterolo LDL rimane un pilastro fondamentale per la prevenzione primaria.

Gli esperti sottolineano come il mancato controllo del colesterolo LDL e l'interruzione precoce delle terapie siano tra i principali fattori che aggravano la situazione. Se da un lato si registrano eccellenze negli interventi di emergenza, dall'altro emerge una fragilità nella prevenzione a lungo termine. È necessario un impegno maggiore per garantire la continuità delle cure e il monitoraggio dei pazienti.

'Clear Pathway': un modello per la prevenzione

Per affrontare questo divario tra emergenza e prevenzione, è stato ideato e sviluppato in Piemonte e Valle d'Aosta il modello 'Clear Pathway'. Si tratta di un percorso strutturato pensato per migliorare la gestione dei pazienti dopo un evento cardiaco come l'infarto. L'obiettivo è ridurre il rischio di futuri eventi cardiovascolari. Il modello prevede 20 indicazioni precise per ottimizzare le cure. Queste includono la combinazione di farmaci specifici, un controllo più rigoroso del colesterolo e l'adattamento personalizzato delle terapie ai singoli pazienti. Il progetto mira ora a essere esteso a livello nazionale.

L'iniziativa ha visto la partecipazione attiva di 34 cardiologi ospedalieri provenienti da 26 diverse strutture sanitarie. I risultati e le prospettive di 'Clear Pathway' saranno ampiamente discussi durante il congresso torinese. Il progetto, recentemente pubblicato sul 'Giornale Italiano di Cardiologia', è stato coordinato da figure di spicco come Giuseppe Musumeci, Giuseppe Patti e Ferdinando Varbella, responsabili scientifici di 'Change in Cardiology'. Hanno collaborato anche Federico Nardi, incomig president dell'Associazione Nazionale Medici Cardiologi.

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