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A Torino è stata inaugurata la nuova Casa di Comunità 'Ridotto', un progetto di riqualificazione urbana che mira a potenziare i servizi sanitari territoriali. L'evento ha visto la partecipazione delle autorità regionali ma anche la contestazione da parte del sindacato Spi Cgil.

Nuova Casa di Comunità apre i battenti

La città di Torino ha visto l'apertura della Casa di Comunità 'Ridotto'. Questa struttura sorge nell'edificio dell'ex Astanteria Martini, situato in via Cigna 74. L'intervento rappresenta un recupero significativo di un'area precedentemente degradata.

Il direttore generale della Asl Città di Torino, Carlo Picco, ha definito il momento «storico per la città». Ha ricordato come l'ex ospedale fosse chiuso da vent'anni. L'edificio era stato occupato e afflitto da spaccio e degrado. Dopo essere stato messo all'asta senza successo, ora viene restituito alla comunità.

L'investimento totale ammonta a circa 8-10 milioni di euro. Questi fondi, provenienti dal Pnrr, hanno permesso la realizzazione di due case di comunità, due ospedali di comunità e tre centrali operative territoriali. Tutte queste funzioni sono concentrate nell'unico edificio recuperato.

Picco ha sottolineato l'ampiezza del lavoro in corso. Sono infatti attivi 34 cantieri finanziati dal Pnrr, nessuno dei quali risulta fermo. Questo dimostra un impegno concreto nel rinnovamento delle infrastrutture sanitarie.

Contestazione sindacale per la chiusura del poliambulatorio

Durante la cerimonia di inaugurazione, si è verificata una protesta. I manifestanti, appartenenti allo Spi Cgil, hanno sollevato obiezioni riguardo alla «riduzione di servizi per la circoscrizione 5». La loro principale preoccupazione riguarda la chiusura del poliambulatorio di via del Ridotto.

Carlo Picco ha spiegato le ragioni di tale decisione. Il mantenimento del vecchio poliambulatorio comportava un costo di affitto annuale di 130mila euro. Inoltre, la struttura era considerata «piccola» e «non a norma» secondo gli standard attuali.

La Giunta e la maggioranza regionale hanno voluto evidenziare la vicinanza della nuova struttura. Hanno organizzato una passeggiata per dimostrare che la nuova Casa di Comunità si trova a soli 11 minuti a piedi dalla precedente sede. Questo per rassicurare i cittadini sulla continuità dei servizi.

La Regione difende la scelta di riqualificazione

Il presidente della Regione, Alberto Cirio, ha definito la scelta dell'Asl e della Regione come la «scelta migliore possibile». Ha parlato di una decisione basata sul «buonsenso». L'obiettivo è investire fondi pubblici su un bene pubblico, recuperando uno spazio abbandonato.

Cirio ha ribadito l'importanza di restituire alla città un'area che era caduta nel degrado. La riqualificazione mira a portare nuovi servizi essenziali per i cittadini. L'intento è migliorare l'offerta sanitaria territoriale.

La riqualificazione dell'ex Astanteria Martini rappresenta un esempio di come recuperare edifici dismessi. Questi spazi possono essere trasformati in centri di servizio per la comunità. L'investimento del Pnrr in questo settore è cruciale per il futuro della sanità pubblica.

La nuova Casa di Comunità 'Ridotto' offrirà una gamma di servizi sanitari. Questi includono assistenza primaria, specialistica e territoriale. L'obiettivo è avvicinare le cure ai cittadini, migliorando l'efficienza del sistema sanitario.

Nonostante le critiche, le autorità regionali e sanitarie sono convinte della bontà del progetto. La riqualificazione dell'edificio e l'accentramento dei servizi mirano a ottimizzare le risorse. Questo permetterà di offrire cure migliori e più accessibili.

La protesta dello Spi Cgil evidenzia la necessità di un dialogo costante. È fondamentale garantire che le riorganizzazioni dei servizi sanitari non penalizzino le fasce più deboli della popolazione. La vicinanza dei servizi e la loro qualità rimangono priorità assolute.

La Casa di Comunità 'Ridotto' si inserisce in un piano più ampio di potenziamento della sanità territoriale. Questo progetto è fondamentale per rispondere alle esigenze di una popolazione in crescita e con bisogni sanitari sempre più complessi.

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