Condividi
AD: article-top (horizontal)

L'esperto Marco Percoco della Bocconi analizza la fattibilità e i potenziali impatti economici di una candidatura olimpica estiva per Milano nel 2036, evidenziando benefici a lungo termine e criticità sui costi.

I Giochi estivi: un'opportunità con rischi

La prospettiva di ospitare le Olimpiadi estive genera entusiasmo e attese per nuovi impianti e infrastrutture. Tuttavia, sorgono interrogativi sui costi e sul rischio di perdite economiche. Le città candidabili affrontano la sfida di gestire eventi colossali senza accumulare debiti o lasciare strutture incomplete. Il numero di candidature è diminuito negli ultimi vent'anni. Sull'onda del successo dei Giochi invernali Milano-Cortina, Milano considera una nuova alleanza con Torino e Genova per il 2036. La fattibilità di questa ipotesi è oggetto di analisi.

Marco Percoco, professore alla Bocconi e consulente esperto in investimenti, ha fornito un parere. Ha avuto un ruolo nella preparazione del dossier Milano-Cortina, valutando l'impatto economico per l'ateneo. La sua competenza è fondamentale per comprendere le implicazioni di una candidatura olimpica.

Analisi dei costi e benefici olimpici

L'idea di candidarsi per le Olimpiadi estive 2036 è ancora in fase preliminare. Il professor Percoco sottolinea che, in generale, eventi come le Olimpiadi seguono il principio del moltiplicatore della domanda. Maggiore è la spesa, maggiore è il ritorno sul territorio attraverso consumi successivi. Questa dinamica può generare un ciclo virtuoso di attività economica.

Tuttavia, esiste il rischio di sottostimare gli investimenti effettivi. L'«optimism bias», la tendenza a prevedere esiti positivi, è comune negli investimenti pubblici. Aumenti dei costi rispetto alle previsioni sono considerati fisiologici. A volte, gli investimenti infrastrutturali non sono direttamente collegati alle Olimpiadi. Vengono inclusi sotto l'ombrello dei Giochi per semplificare le procedure.

Questi interventi, come il potenziamento dell'Alta Velocità, offrono benefici a lungo termine che vanno oltre l'evento sportivo. Permettono di migliorare la mobilità e le infrastrutture del territorio. Questi vantaggi persistono anche dopo la conclusione dei Giochi.

Benefici a lungo termine e criticità sociali

L'analisi tradizionale dei costi-benefici funziona meglio per investimenti produttivi. Nel caso di eventi come le Olimpiadi, il beneficio calcolato può apparire modesto. Tuttavia, le Olimpiadi agiscono come una vetrina naturale per le destinazioni. Il beneficio complessivo si manifesta nel lungo periodo. Un esempio è l'incremento del settore turistico a Torino dopo i Giochi invernali, visibile dopo 10 anni secondo la Banca d'Italia.

Le criticità emergono quando i decisori pubblici utilizzano l'evento per attrarre turisti. Questo spesso porta a un aumento dei prezzi, specialmente immobiliari. Il reddito degli abitanti locali e dei lavoratori del settore turistico, inclusi dipendenti di bar, ristoranti e alberghi, non aumenta in proporzione. Questo squilibrio può creare tensioni sociali ed economiche.

L'alleanza tra città e prospettive future

L'alleanza tra Milano, Torino e Genova per il 2036 evoca il passato triangolo industriale. Attualmente, le tre città presentano caratteristiche diverse. Percoco osserva che si vedrà se le nuove infrastrutture modificheranno questa percezione. L'integrazione tra queste metropoli potrebbe portare a nuove sinergie. La riuscita dipenderà dalla capacità di creare un progetto comune. Un progetto che valorizzi le specificità di ciascuna città.

La candidatura olimpica rappresenta un'opportunità complessa. Richiede un'attenta pianificazione per massimizzare i benefici a lungo termine. È fondamentale affrontare le criticità legate ai costi e all'impatto sociale. Solo così si potrà garantire un'eredità positiva per le città ospitanti.

AD: article-bottom (horizontal)

Questa notizia riguarda anche: