La versione teatrale de "La signora delle camelie" diretta da Giovanni Ortoleva esplora la violenza sociale e il voyeurismo della società ottocentesca. Lo spettacolo andrà in scena al Teatro Giuditta Pasta di Saronno.
Una rilettura audace del classico letterario
Il Teatro Giuditta Pasta di Saronno ospita un'inedita interpretazione de "La signora delle camelie". La regia di Giovanni Ortoleva propone una visione rigorosa e inquietante del celebre romanzo di Alexandre Dumas figlio. L'allestimento mira a decostruire uno dei pilastri dell'immaginario amoroso occidentale.
Il testo originale, La dame aux camelias, nasconde una notevole violenza sociale. Ha generato uno degli archetipi femminili più potenti dell'Ottocento. Questo modello ha ispirato innumerevoli opere artistiche. Tra queste figurano balletti, opere liriche, drammi teatrali e film di successo.
Giovanni Ortoleva, autore e regista, attinge al potente romanzo ottocentesco. La sua versione de "La signora delle camelie" porterà in scena la storia d'amore impossibile. I protagonisti sono Marguerite Gautier e Armand Duval. L'evento è previsto per giovedì 9 aprile alle ore 20:45. La cornice sarà il Teatro Giuditta Pasta, situato a Saronno.
Violenza sociale e mito romantico a confronto
Questa narrazione ha attraversato i secoli. È diventata un mito romantico moderno. Tuttavia, il romanzo di Dumas figlio si fonda su una relazione autentica. Mantiene una brutalità intrinseca. Ciò avviene nonostante le intenzioni moralizzatrici dell'autore.
Mentre il mito si ammorbidisce con il tempo, diventando sentimentale. La versione di Ortoleva trasforma La dame aux camelias. Diventa una cronaca spietata di un omicidio sociale. La violenza di classe emerge, smascherando il romanticismo che la celava.
Lo spettacolo oscilla tra l'Ottocento e l'attualità. Racconta la nobiltà d'animo dell'eroina. Allo stesso tempo, svela il voyeurismo e la perversione di una società. Questa società scarica le proprie tensioni sul corpo femminile. È una storia che continua a risuonare profondamente.
La visione di Ortoleva: "ferocia cortese"
Questa produzione chiude una trilogia personale sui miti dell'amore romantico. Preceduta da opere su Lancillotto e sulla Dodicesima notte di Shakespeare. Ortoleva ha scelto questo testo per la sua «ferocia cortese».
Il regista afferma che "La signora delle camelie" non edulcora la sua epoca. Affronta temi come misoginia, classismo e patriarcato. La parabola, se non fosse stata mascherata da storia d'amore, avrebbe potuto scatenare rivolte popolari. Roland Barthes, in Miti d'oggi, suggerisce che Marguerite Gautier, pur alienata, era vicina a una critica sociale radicale.
Ortoleva evidenzia il tema della visione. Il bisogno insaziabile di vedere tutto. Cita prototipi di uomini futuri con occhi enormi, creati per consumare immagini. Sottolinea come l'ossessione di Dumas ci abbia colonizzato. Il desiderio di vedere, possedere, consumare. Anche la morte di Margherita diventa merce.
Secondo Ortoleva, Dumas figlio si mette a nudo. Racconta il suo rapporto con le donne, l'amore, il possesso. Senza filtri, rivelando ossessioni e debolezze. Il regista ha voluto fare lo stesso. Partendo dal classico ottocentesco, si avvicina sempre più a sé stesso e al pubblico. Per un confronto diretto.
Informazioni sullo spettacolo e biglietti
L'appuntamento è fissato per giovedì 9 aprile alle ore 20:45. Il luogo è il Teatro Giuditta Pasta di Saronno. Lo spettacolo si intitola "La signora delle camelie". È liberamente tratto dal romanzo di Alexandre Dumas figlio.
La drammaturgia e la regia sono curate da Giovanni Ortoleva. Il team creativo include Federico Bellini (drammaturg), Federico Biancalani (scene), Daniela De Blasio (costumi) e Pietro Guarracino (musiche). Le coreografie sono di Anna Manella, il disegno luci di Davide Bellavia.
Gli interpreti sono Gabriele Benedetti, Anna Manella, Alberto Marcello, Nika Perrone e Vito Vicino. La realizzazione delle scene è di Federico Biancalani e Nadia Baldi. I costumi sono curati da Daniela De Blasio, Rocio Orihuela Perea e Viviana Bartolini.
Lo spettacolo è in tournée. Le luci sono gestite da Alice Mollica, l'audio da Emanuele Morena. La produzione è frutto della collaborazione tra Fondazione Luzzati – Teatro della Tosse, Elsinor – Centro di Produzione Teatrale, TPE – Teatro Piemonte Europa e Arca Azzurra Associazione Culturale.
Lo spettacolo è stato selezionato da Next – Laboratorio delle Idee. La distribuzione è affidata a Gianluca Balestra / Elsinor. I biglietti hanno un costo variabile da 9 a 28 euro. Sono acquistabili online tramite il link fornito.