Il direttore generale dell'Ulss 7 Pedemontana, Giovanni Carretta, illustra un piano per diminuire le attese dei pazienti. L'obiettivo è garantire risposte più rapide e un servizio sanitario più efficiente.
Nuovo direttore affronta le sfide sanitarie
Giovanni Carretta, da un mese alla guida dell'Ulss 7, si presenta con un approccio pragmatico. Ha 55 anni e un passato da medico, che lo rende particolarmente attento alle esigenze operative. Le sue radici a Bassano influenzano la sua visione del servizio sanitario. Ha visitato una sala operatoria alle prime ore del mattino per comprendere meglio la realtà lavorativa.
«Ho notato cambiamenti repentini nel personale quando hanno capito chi ero», ha commentato il direttore. La sua intenzione è quella di portare un'innovazione concreta nei reparti e negli ambulatori dell'azienda sanitaria.
Un ritorno a casa con una visione chiara
Carretta descrive la sua nomina come un «ritorno a casa», data la sua familiarità con il territorio. Ha trovato una struttura sanitaria ben organizzata a Santorso. L'ha definita una realtà con una forte identità, valorizzando la distinzione tra distretto 1 e 2. «Considero questa una difesa dell'identità, e come tale, un valore», ha affermato.
Ha evidenziato la qualità della sanità nel distretto 2. Ha lodato la presenza di professionisti seri e di alcune eccellenze. Tra queste, ha citato l'area materno infantile, la terapia intensiva, l'oculistica, l'ortopedia, la cardiologia e la medicina. Ha anche apprezzato la consapevolezza dei sindaci locali.
Interventi mirati per carenze di personale
Uno dei problemi principali identificati da Carretta è la difficoltà nel reperire medici in alcuni settori. Il pronto soccorso di Santorso ne è un esempio lampante. Il direttore ha sottolineato la necessità di medici qualificati per migliorare i processi interni. «Se mi dà 10 nomi, li assumo subito», ha dichiarato, evidenziando la scarsa partecipazione ai concorsi.
La carenza di personale medico porta all'uso di cooperative. Questo, secondo Carretta, impedisce una piena integrazione dei professionisti nei percorsi di miglioramento dell'azienda. La situazione richiede soluzioni immediate per garantire la continuità assistenziale.
Neuropsichiatria infantile e supporto scolastico
L'Ulss 7 sta intervenendo anche sulla neuropsichiatria infantile. Sono stati assunti due nuovi medici a marzo, con altri due previsti per giugno. L'obiettivo è dimezzare i 15 mesi di attesa entro l'estate. La nuova direttrice dei servizi sociali, Paola Vescovi, è considerata una risorsa chiave per risolvere queste problematiche.
Riguardo al supporto scolastico, Carretta ha assicurato che le esigenze specifiche dei bambini verranno affrontate. «Nessuno va lasciato da solo», ha promesso. L'intenzione è quella di cambiare la percezione di un sistema rigido, rendendolo più attento alle urgenze individuali.
Strategie per ridurre le liste d'attesa
Per affrontare il problema delle liste d'attesa, Carretta propone un approccio su tre fronti. Innanzitutto, la necessità di prescrizioni appropriate, frutto di una migliore comunicazione tra medici di base e specialisti. In secondo luogo, la consapevolezza dei cittadini sui percorsi di prevenzione. «Il prof. Gerosa vuole cittadini non solo informati, ma anche consapevoli», ha spiegato.
Infine, l'aumento dell'offerta e l'ottimizzazione di quella esistente. La telemedicina potrà supportare le visite di controllo. La presa in carico dei pazienti, specialmente quelli oncologici e fragili, sarà automatizzata. L'obiettivo è che ogni paziente esca dall'ambulatorio con la data della visita successiva già fissata.
Risposte rapide per i cittadini
Carretta ha analizzato le segnalazioni all'Ufficio Relazioni con il Pubblico (URP). Ha riscontrato aree di miglioramento e ha attivato un gruppo di professionisti che ha già risolto un terzo dei casi sospesi. «Auspico che al cittadino si risponda in tempo reale, perché è un suo diritto», ha dichiarato.
L'accumulo delle richieste porta alla perdita di controllo. Il direttore si impegna a garantire una risposta a tutte le richieste, anche quelle con solleciti ripetuti. Si attende una percezione di cambiamento nel sistema entro pochi mesi.
La Fondazione Fabbricare Salute e il giorno del grazie
La Fondazione Fabbricare Salute è vista come una risorsa preziosa per il distretto 2. Carretta intende collaborare con loro per sfruttare al meglio il loro impegno. Ha anche espresso il desiderio di istituire un «giorno del grazie» per riconoscere il lavoro delle associazioni.
L'incontro con i dipendenti è stato un momento emozionante. Carretta ha voluto stringere la mano a ciascuno, mostrando apprezzamento per il loro lavoro. «La cosa bella è l'emozione di queste persone», ha concluso.