Lo chef Carlo Cracco ha ricevuto la cittadinanza onoraria dell'Emilia-Romagna. La sua nuova avventura nel mondo del vino, iniziata in Romagna, lo ha reso più paziente.
Cracco cittadino onorario dell'Emilia-Romagna
Lo chef Carlo Cracco è stato insignito della cittadinanza onoraria dell'Emilia-Romagna. Questo riconoscimento segna un nuovo capitolo nella sua carriera, che lo vede sempre più legato al territorio romagnolo. Cracco ha espresso grande emozione per questo traguardo. Ha dichiarato di prendere il testimone da un altro grande nome della cucina, Massimo Bottura. Questo passaggio rappresenta per lui una notevole responsabilità.
Lo chef ha ricordato i suoi legami con la Romagna. Ha trascorso parte della sua infanzia in località come Rimini, Riccione, Cervia e Pinarella. Successivamente, ha riscoperto l'entroterra romagnolo. Questo incontro con le zone interne gli ha procurato una profonda gioia.
La nuova passione per la produzione di vino
La sua recente incursione nel mondo enologico è stata presentata a Vinitaly. Cracco ha portato con sé la sua ultima creazione: un vino rosato. Questo vino è prodotto da uve sangiovese. Lo chef lo descrive come «un vino bello, semplice, basso di gradazione». La produzione avviene nella cantina che ha recentemente preso in gestione. Questa si trova a Santarcangelo, nel cuore dell'Appennino romagnolo.
La scoperta di un vigneto molto antico è stata fondamentale. L'impianto ha circa sessant'anni. Il terreno gode di una vista mare, un elemento che ha ispirato il nome del prodotto. I colli sono ariosi e ventilati. Sono esposti al sole, ideali per il sangiovese. Ma anche per il Trebbiano della Fiamma.
L'impatto della viticoltura sulla sua personalità
Diventare produttore di vino ha cambiato Carlo Cracco? Lui stesso ammette che «sicuramente ti aiuta a essere più paziente». Il lavoro in vigna richiede di confrontarsi con gli aspetti meteorologici. Bisogna saper interpretare un'annata, plasmata dal sole, dal vento e dalla pioggia. L'esperienza lo ha reso un «romagnolo acquisito».
L'eredità dello spazio occupato da Massimo Bottura nel padiglione dell'Emilia Romagna a Vinitaly è vista come una grande responsabilità. Questo sottolinea l'importanza che la regione attribuisce alla sua figura nel settore enogastronomico.
L'apprezzamento per il Lambrusco
Cracco ha espresso anche il suo apprezzamento per l'Emilia. In particolare, ha elogiato il Lambrusco. Lo definisce «l'espressione più bella e semplice di pace». Ripete spesso che «dopo l'acqua c'è il lambrusco». Questo vino è considerato accessibile e non invadente. Accompagna il pasto senza sovrastare gli altri sapori.
La sua presenza a Vinitaly conferma il forte legame tra lo chef e il territorio emiliano-romagnolo. La sua nuova veste di produttore di vino aggiunge un ulteriore tassello alla sua ricca carriera. La sua esperienza in Romagna sembra avergli portato una nuova prospettiva e una maggiore serenità.