La comunità di Marcellise ha dato l'ultimo saluto a Laura Albertini, 36enne imprenditrice vitivinicola. Il marito ha condiviso un messaggio d'amore e speranza, ricordando il suo spirito e il suo legame con la terra.
L'ultimo saluto a Laura Albertini
Centinaia di persone si sono riunite nella chiesa parrocchiale di Marcellise. Hanno partecipato ai funerali di Laura Albertini. La giovane imprenditrice aveva solo 36 anni. La sua scomparsa prematura ha lasciato un profondo vuoto. L'azienda vitivinicola Terre di Pietra perde una figura centrale.
La chiesa era gremita, non riuscendo a contenere tutti i presenti. Molti hanno seguito la cerimonia dall'esterno, sotto la pioggia. Il parroco, don Paolo Pasetto, ha aperto anche la canonica. L'affetto della comunità è stato palpabile. Si è trasformato in un abbraccio collettivo per la famiglia.
Un messaggio d'amore e speranza
Il marito, Cristiano Saletti, ha commosso i presenti con le sue parole. Ha ricordato Laura con un sorriso. Ha citato le loro mille camminate in montagna e gli aperitivi infiniti. Ha sottolineato l'amore che li ha uniti per 15 anni. Ha invitato tutti a ripartire proprio da quell'amore.
«Io non potrò più farlo ma voi questa sera, quando andrete a dormire, ditevi una parola dolce. Domattina, al risveglio, abbracciatevi», ha detto il marito. Ha esortato a mantenere vivo il legame affettivo. Un insegnamento prezioso lasciato da Laura. Un messaggio di speranza per affrontare il dolore.
Il legame con la terra e il vino
Laura Albertini era profondamente legata alla sua terra. Aveva creato da zero la sua azienda vitivinicola. Terre di Pietra è diventata un nome noto nel settore enologico. Lei stessa descriveva il suo ruolo come quello di un'interprete della natura. «La vigna, la terra, l’esposizione fanno la qualità dei miei vini», scriveva. «Io sono solo un’interprete e devo rispettarli al meglio».
La sua passione si rifletteva nelle originali etichette dei suoi vini. Ogni bottiglia conteneva una parte di sé. La famiglia ha voluto accompagnarla nell'ultimo viaggio con gli strumenti del suo mestiere. Forbici, cesoie, una bottiglia e un cavatappi. Simboli del suo amore per la vigna.
La continuità del suo sogno
Don Pasetto ha interpretato questi oggetti come un segno di continuità. «Così potrà prendersi cura delle viti che ancora sono qui, che continuano a crescere», ha affermato. Si riferiva alle due figlie, Anna e Alice, e al marito Cristiano. Il suo cuore continuerà a battere attraverso di loro. Le sue mani continueranno a lavorare la terra dei suoi sogni.
Le letture scelte per la cerimonia hanno rafforzato questo concetto. Il Vangelo di Giovanni sulla vite e i tralci. Il comandamento dell'amore reciproco. «Lo stesso comandamento che oggi ci dà anche Laura», ha spiegato il parroco. «Perché solo l’amore ci permette di superare l’esperienza della morte».
Un'eredità di amore e luce
Amici e insegnanti delle figlie hanno condiviso ricordi commoventi. Hanno sottolineato la forza e la presenza costante di Laura. «Il tuo cuore ora si è fermato, ma solo per dividersi in una miriade di scintille, che ci illumineranno», ha detto un'amica.
La sorella Silvia ha aggiunto: «La tua vita è tutto quello che sei stata e il filo non è tagliato». Ha immaginato Laura come luce del sole sui grappoli, pioggia gentile, stelle luminose. Un'eredità di amore che non si spegne. Il marito ha concluso con la promessa di portare avanti il suo sogno. Un amore diverso, ma sempre amore, guiderà la loro vita futura.