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Federaziende, tramite il Segretario Generale Eleno Mazzotta, chiede una nuova legge sulla libertà sindacale. L'obiettivo è contrastare il dumping contrattuale e garantire equità prima della Festa dei Lavoratori.

Libertà sindacale e contrattazione collettiva

La Confederazione Nazionale delle Piccole e Medie Imprese, dei Lavoratori Autonomi e dei Pensionati, attraverso il suo Segretario Generale Eleno Mazzotta, ha espresso una posizione chiara. Si sottolinea la necessità di definire criteri precisi per l'applicazione degli accordi contrattuali. Per quanto riguarda le retribuzioni e la contrattazione collettiva, si propone di identificare i contratti più diffusi in ogni settore. Questo dovrebbe stabilire la condizione economica minima per i lavoratori.

FEDERAZIENDE ritiene che la lotta al dumping contrattuale debba passare attraverso l'applicazione obbligatoria dei contratti comparativamente più rappresentativi. In alternativa, si dovrebbero applicare contratti con tutele economiche e normative equivalenti. L'obiettivo è garantire ai sindacati autonomi l'effettiva applicazione dell'articolo 39 della Costituzione.

I sindacati minori dovrebbero poter continuare a stipulare accordi contrattuali. Sarà poi necessario dimostrare la loro equivalenza, ad esempio tramite una paga base simile. La lotta al dumping non si combatte giudicando i sindacati, ma individuando i contratti svantaggiosi. Il concetto chiave è l'«equivalenza».

Intervento normativo urgente richiesto

È quindi indispensabile una nuova norma sulla libertà sindacale. Mazzotta insiste affinché questa venga emanata prima della Festa dei Lavoratori. Il Segretario Generale evidenzia come il tema della libertà sindacale sia cruciale per la qualità della democrazia. Non si tratta di un aspetto tecnico, ma di una scelta politica fondamentale.

Questa scelta definisce il modello di società e di lavoro che si desidera costruire. Le recenti proposte di intervento in materia di libertà sindacale, discusse anche in ambito istituzionale, puntano a rafforzare autonomia e legittimità della rappresentanza. Questo vale sia per i lavoratori che per le imprese.

In un contesto dove la competizione spesso avviene a scapito di salari e diritti, riaffermare il ruolo dei sindacati è essenziale. Serve a riequilibrare i rapporti di forza, che negli ultimi anni si sono sbilanciati. La frammentazione dei contratti collettivi, anche nello stesso settore, non è neutra. Essa genera dumping contrattuale, aumenta le disuguaglianze e indebolisce il sistema produttivo.

Il principio di equivalenza per contratti equi

La libertà sindacale assume qui un valore sostanziale. Significa non solo la libertà di organizzarsi, ma anche la capacità di incidere e negoziare. Diventa quindi decisivo orientare i contratti collettivi nazionali verso il principio di equivalenza. Questo criterio garantisce giustizia e razionalità economica.

A parità di lavoro devono corrispondere diritti e retribuzioni equivalenti. Ogni scostamento ingiustificato favorisce una competizione al ribasso. Questa danneggia i lavoratori e, nel medio termine, anche le imprese sane. Puntare sull'equivalenza significa contrastare i contratti «pirata».

Significa premiare la contrattazione di qualità e creare regole comuni. L'obiettivo è impedire scorciatoie e dare certezza al sistema. La giungla contrattuale non deve diventare un vantaggio per chi abbassa gli standard. Invece, si deve incentivare l'innovazione.

Libertà sindacale ed equivalenza sono quindi strettamente connesse. Rappresentano una visione politica chiara: un mercato del lavoro basato sulla dignità e sulla coesione. Non sulla debolezza o sulla frammentazione. Si punta all'estensione dei diritti, non alla loro riduzione.

Una visione per il futuro del lavoro

Per queste ragioni, FEDERAZIENDE ritiene giunto il momento di un intervento deciso. Non si tratta di irrigidire il sistema, ma di renderlo più giusto e trasparente. Un mercato del lavoro più competitivo e equo è fondamentale. Senza lavoro di qualità non c'è sviluppo. Senza rappresentanza sindacale non c'è democrazia.

La richiesta di una norma sulla libertà sindacale, da emanarsi prima del Primo Maggio, sottolinea l'urgenza della questione. Eleno Mazzotta ribadisce l'importanza di un quadro normativo chiaro per garantire tutele e pari opportunità a tutti i lavoratori.

Le piccole e medie imprese, i lavoratori autonomi e i pensionati rappresentati da FEDERAZIENDE chiedono un impegno concreto. L'obiettivo è costruire un futuro del lavoro più equo e sostenibile. La libertà sindacale è un pilastro fondamentale di questo progetto.

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