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Il Piemonte cooperativo ha riscosso successo al Vinitaly 2026, evidenziando la qualità dei suoi vini e ottenendo importanti riconoscimenti. La filiera cooperativa vitivinicola regionale rappresenta oltre il 40% del territorio coltivato a vigneto, con un valore di produzione significativo e un forte impegno verso l'eccellenza.

La forza del vino cooperativo piemontese

La regione Piemonte ha messo in mostra il suo comparto vitivinicolo cooperativo al Vinitaly 2026. L'evento ha visto la partecipazione attiva con incontri commerciali, degustazioni mirate e l'assegnazione di prestigiosi riconoscimenti. Un dato significativo emerge: più del 40% dei terreni vitati piemontesi rientra nella filiera cooperativa.

Questo settore, rappresentato da Confcooperative Agroalimentare e Pesca Piemonte (precedentemente nota come Confcooperative Fedagripesca Piemonte), genera un valore di produzione considerevole. Si parla di circa 218 milioni di euro. Tale risultato è frutto dell'impegno congiunto di circa 4.600 soci che operano all'interno delle cooperative.

Qualità e identità: i pilastri del successo

Fabrizio Risso, presidente di Confcooperative Piemonte, ha espresso soddisfazione per la presenza al Vinitaly. Ha sottolineato come la cooperazione piemontese sia risultata «ampia e ben riconoscibile». Nelle diverse cantine presenti, ha riscontrato una «forte attenzione alla qualità».

Vi era anche una chiara volontà di presentare al mercato un'identità ben definita. Risso auspica che questo impegno verso l'eccellenza venga sempre più valorizzato anche sul piano commerciale. «La qualità deve diventare un volano di crescita per le imprese», ha affermato.

Riconoscimenti che valorizzano l'eccellenza

La partecipazione piemontese al Vinitaly è stata ulteriormente impreziosita da premi significativi. Questi riconoscimenti provengono da 5StarWines - the Book. Si tratta di una selezione curata da Veronafiere in collaborazione con Assoenologi.

Tra le cooperative della federazione piemontese, diverse etichette hanno ottenuto lodi. Il Moscato d'Asti Docg Spatuss 2025 di Terrenostre è stato premiato. Anche il Nizza Docg Riserva I Firmati De Il Risveglio del Ceppo 2022 ha ricevuto un riconoscimento.

Infine, il Barbera d'Asti Docg Il Risveglio del Ceppo 2023, prodotto da Barbera Sei Castelli, è stato anch'esso celebrato. Questi premi attestano la qualità e l'impegno dei produttori.

Un sistema cooperativo che guarda al futuro

Domenico Sorasio, segretario di Confcooperative Piemonte, ha commentato i successi ottenuti a Verona. Li ha definiti «un motivo di grande soddisfazione per tutto il sistema cooperativo piemontese». La partecipazione delle cantine e i premi ricevuti confermano il ruolo centrale della cooperazione nel settore vitivinicolo regionale.

Sorasio ha evidenziato l'importanza di continuare a raccontare le storie. «E' essenziale continuare a dare voce alle storie, al lavoro e alla qualità espressi dalle nostre imprese», ha dichiarato. Questo approccio mira a rafforzare ulteriormente la posizione del vino piemontese nel panorama nazionale e internazionale.

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