Condividi
AD: article-top (horizontal)

Un team di cardiochirurgia pediatrica del Gaslini ha completato una missione ad Amman, operando con successo dieci bambini provenienti da zone di conflitto. L'iniziativa mira a fornire cure salvavita a piccoli pazienti con cardiopatie congenite.

Missione umanitaria ad Amman per bambini malati

Il team di cardiochirurgia pediatrica dell'Istituto Gaslini ha concluso con successo la sua quinta missione ad Amman. I medici hanno operato bambini provenienti da Gaza e dalla Siria. L'iniziativa ha posto le basi per un programma internazionale. Questo programma si occuperà di casi complessi e garantirà la continuità delle cure. L'ospedale Al Khalidi ha ospitato gli interventi. Il progetto è sostenuto da Gift of Life Amman e Gift of Life New York. Offre cure a rifugiati con cardiopatie congenite. Molti di questi pazienti non hanno accesso alle cure mediche.

Interventi chirurgici in zone di conflitto

Durante cinque giorni di attività intensa, sono stati trattati dieci bambini. Le loro età variavano da 2 mesi a 15 anni. Tutti gli interventi hanno avuto esito positivo. I piccoli pazienti provenivano da aree di estrema fragilità. Tra queste Gaza, la Cisgiordania (Ramallah), la Siria e i campi profughi in Giordania. Soffrivano di gravi malformazioni cardiache congenite. L'assessore alla Sanità, Massimo Nicolò, ha definito la missione un esempio di eccellenza clinica. Ha anche sottolineato l'impegno umanitario in un contesto difficile. Salvare dieci bambini in condizioni di guerra è motivo di orgoglio per la sanità ligure. Questo progetto rafforza il ruolo della Liguria nella cooperazione sanitaria globale. La situazione geopolitica ha influenzato la missione. Il reclutamento dei pazienti e la sicurezza del team sono stati complicati. Il team era esposto al rischio di bombardamenti. Hanno operato con allarmi antiaerei attivi decine di volte al giorno. Lo ha spiegato Francesco Santoro, responsabile del Team Missioni Cardiochirurgiche Internazionali del Gaslini.

Oltre cento vite salvate grazie alle missioni

Le missioni in Giordania fanno parte di un programma più ampio iniziato nel 2019. Questo programma ha subito interruzioni dopo il 7 ottobre 2023. Il team ha già effettuato 5 missioni a Gaza e 4 a Ramallah. Oltre all'attività chirurgica, la missione ha gettato le basi per un programma strutturato. Questo programma prevede l'evacuazione e il trattamento di piccoli pazienti con cardiopatie congenite da Gaza verso la Giordania. Con il supporto di ONG internazionali e delle autorità giordane, si sta perfezionando un protocollo d'intesa. Questo accordo garantirà la continuità degli interventi. Il team ha confermato il ritorno ad Amman per una prossima missione in ottobre. Il programma prevedeva l'uso di strutture sanitarie palestinesi a Ramallah e Gaza. Si mirava anche a trattare profughi siriani e palestinesi in Giordania. Ad oggi, sono stati trattati oltre 100 pazienti durante queste missioni. Il dottor Santoro ha confermato il ritorno in ottobre per evacuare pazienti da Gaza e Palestina per cure chirurgiche ad Amman. Parallelamente, proseguono i programmi in Iraq (Kurdistan iracheno). Il team è rientrato poco prima della guerra USA-Israele-Iran. Prevedono di tornare in Iraq a giugno 2026. Il dottor Santoro ha anche menzionato programmi in corso in Iraq.

L'impegno del Gaslini nel Medio Oriente

Sotto il patrocinio del Governo italiano e del Ministero della Salute, il Gaslini ha coordinato diverse operazioni sanitarie dal 2024. Queste operazioni sono a favore dei bambini palestinesi coinvolti nel conflitto in Medio Oriente. L'ospedale pediatrico ligure ha accolto e curato 26 pazienti palestinesi. Gli ultimi sono arrivati il mese scorso. Presentavano gravi patologie cardiache. L'impegno del Gaslini dimostra la sua dedizione alla cura dei bambini in aree di crisi.

AD: article-bottom (horizontal)