Il Comune di Rimini esprime forte disappunto per i continui ritardi nella pubblicazione del bando tipo ministeriale per le concessioni balneari. La mancata definizione dei parametri entro i termini di legge crea incertezza per gli operatori turistici e mette in difficoltà le amministrazioni locali.
Ritardi ministeriali sulle concessioni balneari
Il settore delle concessioni balneari a Rimini vive un momento di profonda incertezza. Gli uffici comunali incaricati di preparare le procedure di evidenza pubblica per la gestione delle spiagge si trovano in difficoltà. Il motivo principale è il mancato arrivo del bando tipo ministeriale. Questo documento, atteso per definire i criteri per gli enti locali, non è ancora stato predisposto. La scadenza prevista era l'11 aprile.
Il Ministero delle Infrastrutture avrebbe dovuto presentare questo schema di bando. La sua assenza prolunga uno stato di precarietà. Gli operatori del settore attendono da tempo chiarezza sulle future gestioni. La situazione genera preoccupazione per la stabilità delle loro attività.
Il Comune di Rimini attacca il Governo
Dal Comune di Rimini giunge un commento amaro. «Prendiamo atto di questo ennesimo ritardo», dichiarano da Palazzo Garampi. Sottolineano come questa volta si siano superati i termini di legge fissati dal Governo stesso. La mancata pubblicazione del bando tipo crea imbarazzo. Coinvolge operatori, Comuni e l'intero comparto turistico nazionale.
Il settore turistico balneare rappresenta una fetta importante del PIL italiano. Genera centinaia di migliaia di posti di lavoro. Solo a Rimini, nel 2025, il turismo balneare ha prodotto circa 1,4 miliardi di euro. L'amministrazione comunale critica la «superficialità» con cui viene trattato l'argomento. Questa leggerezza rischia di avere conseguenze serie.
Scadenza 2027 e procedure locali
La scadenza per le evidenze pubbliche delle concessioni balneari è fissata per il 2027. Il tempo a disposizione si riduce rapidamente. Il Comune di Rimini, pur criticando i ritardi, non intende fermarsi. Ha annunciato l'intenzione di procedere con le proprie procedure. Verranno coinvolte le prime 27 zone di spiaggia. L'obiettivo è approvare queste procedure entro aprile.
La data dell'11 aprile, citata dal Comune, deriva dal decreto numero 32/2026. Questo decreto, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il 12 marzo, prevedeva l'emanazione di un bando tipo entro trenta giorni. L'articolo 9 dello stesso decreto indicava al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti di sottoporre uno schema di bando-tipo alla Conferenza Unificata. Tale adempimento doveva avvenire entro il 12 aprile.
Le reazioni delle associazioni di categoria
Fabrizio Pagliarani, presidente provinciale Confesercenti balneari, esprime scarso stupore. «Nessuno stupore, lo immaginavamo», afferma. Ricorda come molte promesse fatte dal governo non siano state mantenute nei tempi previsti. L'auspicio è che il bando arrivi presto. Soprattutto, che preveda indennizzi equi per gli operatori.
Mauro Vanni, presidente nazionale di Confartigianato imprese demaniali, spera in un arrivo del bando tipo entro il 20 aprile. Chiede linee guida chiare e univoche per tutti i Comuni. Questo eviterebbe ricorsi al TAR e blocchi delle attività. Le linee guida dovrebbero tutelare le piccole e medie imprese familiari e premiare la professionalità acquisita nel tempo.
Le persone hanno chiesto anche:
Quali sono i tempi previsti per il nuovo bando delle concessioni balneari?
Le associazioni di categoria sono soddisfatte delle proposte del governo?