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A Cassano d’Adda è stato inaugurato ufficialmente l'ospedale di comunità. La nuova struttura mira a rafforzare l'offerta sanitaria locale con servizi integrati e assistenza di prossimità.

Nuovo ospedale di comunità apre a Cassano

La cerimonia ufficiale di inaugurazione si è svolta ieri. La struttura era già operativa dallo scorso 2 febbraio. L'evento ha visto la partecipazione di importanti figure del settore sanitario e politico.

Tra i presenti spiccava l'assessore regionale al Welfare, Guido Bertolaso. La benedizione della nuova struttura è avvenuta con il tradizionale taglio del nastro. L'ospedale di comunità sorge all'interno del presidio riabilitativo. Questo si trova nell'area dell'ex ospedale Zappatoni, in via Quintino di Vona.

Autorità presenti all'inaugurazione

Accanto a Guido Bertolaso, hanno presenziato all'evento numerose personalità. Tra queste, la direttrice generale di Asst Melegnano Martesana, Roberta Labanca. Presente anche il direttore generale di Ats Milano, Silvano Casazza.

Non sono mancati i rappresentanti delle istituzioni locali. C'era il sindaco di Cassano D’Adda, Fabio Colombo. Hanno partecipato anche il consigliere regionale Giulio Gallera. Era presente Ivonne Cosciotti, sindaco di Pioltello e presidente della conferenza dei sindaci della Asst Melegnano Martesana. Molti altri amministratori e autorità locali hanno preso parte alla celebrazione.

Obiettivi della nuova struttura sanitaria

Guido Bertolaso ha sottolineato l'importanza della nuova struttura. «Inauguriamo oggi una struttura che completa un’offerta sanitaria già d’eccellenza in questo polo», ha dichiarato. L'integrazione tra la Casa di comunità, il centro riabilitativo da 48 letti e il nuovo ospedale di comunità crea un sistema sanitario coordinato. Bertolaso ha evidenziato la sinergia tra professionisti e sindaci del territorio. «Una rete umana e professionale che lavora con un unico obiettivo, quello di restare al servizio dei cittadini», ha aggiunto.

Caratteristiche e finanziamenti dell'ospedale

L'ospedale di comunità è stato realizzato grazie a circa 2 milioni di euro. Questi fondi provengono dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr). La struttura dispone di 16 posti letto. Il personale include 6 infermieri e 8 operatori socio-sanitari (OSS). È presente anche 1 fisioterapista. Un medico garantisce la sua presenza per 4-5 ore al giorno, 6 giorni su 7. È assicurata la reperibilità continuativa del personale medico.

L'obiettivo principale è favorire le dimissioni protette dagli ospedali per acuti. Si mira anche a garantire la continuità assistenziale e terapie mirate. Queste sono destinate a pazienti che provengono dal proprio domicilio. Non necessitano di un ricovero ospedaliero tradizionale.

Un tassello fondamentale per la sanità territoriale

Roberta Labanca ha definito la struttura «un tassello importante del piano di potenziamento del servizio sanitario territoriale». Ha sottolineato come sia in linea con le strategie regionali e nazionali. Queste mirano al rafforzamento della sanità di comunità. La prima visita ufficiale era avvenuta a febbraio. A effettuarla era stato il sindaco Fabio Colombo.

«Non inauguriamo ‘solo’ una struttura sanitaria», ha affermato il sindaco Fabio Colombo. «Ma un luogo familiare, accessibile, profondamente radicato nel territorio». Ha descritto il luogo come un punto di incontro tra professionalità e relazione. Tra competenza clinica e attenzione alla persona. «Qui la cura assume un valore più ampio», ha spiegato. «Non riguarda solo la malattia, ma la persona nella sua interezza, con la sua storia, le sue paure, le sue speranze». Ha concluso definendolo un presidio che rafforza il legame tra ospedale e territorio.

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