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A Pavia è stato eseguito il primo impianto al mondo di un catetere da defibrillazione estremamente ridotto. Questa tecnologia promette di rivoluzionare il trattamento dello scompenso cardiaco, migliorando la cura per molti pazienti.

Innovazione medica al San Matteo di Pavia

Il Policlinico San Matteo di Pavia ha segnato una pietra miliare nella cardiologia. Qui è stato impiantato con successo il primo catetere da defibrillazione di dimensioni minime a livello globale. Questo dispositivo, denominato 'Omnia Secure', rappresenta un progresso significativo.

La struttura ospedaliera pavese si posiziona tra le avanguardie in Italia e in Europa nell'adozione di simili tecnologie mediche. L'introduzione di 'Omnia Secure' apre nuove prospettive terapeutiche.

Un intervento pionieristico su una paziente

La procedura medica è stata eseguita su una paziente di 69 anni. La donna soffriva di scompenso cardiaco avanzato. La sua condizione era legata a una cardiomiopatia dilatativa di grado severo.

Questa patologia rende indispensabile l'installazione di un defibrillatore. L'obiettivo è prevenire il rischio di morte cardiaca improvvisa. L'impianto di 'Omnia Secure' risponde a questa esigenza.

Caratteristiche uniche del nuovo dispositivo

Secondo una nota diffusa dal San Matteo, 'Omnia Secure' è attualmente il catetere da defibrillazione più compatto disponibile per l'uso clinico. La sua peculiarità risiede nella capacità di integrare diverse funzioni.

Oltre alla defibrillazione, il dispositivo gestisce il pacing transettale del sistema di conduzione. Ciò consente una stimolazione cardiaca quanto più fisiologica possibile. Questa combinazione di funzioni è inedita.

Rivoluzione nella terapia dello scompenso cardiaco

Il dottor Roberto Rordorf, responsabile dell'Aritmologia ed Elettrofisiologia del San Matteo, ha commentato l'importanza dell'innovazione. «Questo nuovo catetere da defibrillazione ha le potenzialità per modificare significativamente il futuro della terapia elettrica dello scompenso cardiaco», ha dichiarato.

Il dispositivo permette di ottenere sia la funzione di defibrillazione sia quella di resincronizzazione cardiaca. Il tutto avviene tramite un unico catetere. Questo contrasta con le tecnologie precedenti, che richiedevano l'impianto di più dispositivi.

«Questo permetterà di trattare al meglio una più ampia gamma di pazienti», ha aggiunto Rordorf. Tra questi, anche soggetti molto esili e pazienti pediatrici. Si mira a ridurre al minimo il rischio di complicanze post-operatorie.

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