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A Palestro emergono forti critiche sul rinnovato format della rievocazione storica della battaglia del 1859. L'esclusione di storici partecipanti e la mancata partecipazione a bandi ministeriali sollevano interrogativi sulla gestione dell'evento e del patrimonio locale.

Nuovo format della rievocazione storica

A Palestro, le polemiche non accennano a diminuire. Il dibattito verte sul nuovo approccio alla rievocazione della battaglia del 30-31 maggio 1859. Questo scontro rappresenta un momento cruciale del Risorgimento italiano. Il Comune, sotto la guida della sindaca Paola Franzo, ha presentato un programma rivisto. Le modifiche seguono le critiche sollevate dall’Associazione Storica Compania de le Quatr’Arme. Quest'ultima era un protagonista storico dell'evento. Ora, l'associazione è stata esclusa dall'organizzazione.

Anche Augusto Ferrari, uno storico organizzatore di rievocazioni, ha espresso il suo disappunto. Per lungo tempo, Ferrari ha collaborato all'iniziativa. Ha coinvolto attivamente l'associazione vercellese. «Sono stato tagliato fuori dall’organizzazione», ha spiegato Ferrari. Ha aggiunto che il Comune non ha partecipato a un bando ministeriale. Questo bando avrebbe potuto garantire fondi significativi per eventi di questo tipo. Si tratta di una perdita considerevole.

Perdita di fondi e contributi

Secondo le stime di Augusto Ferrari, la mancata partecipazione al bando ministeriale comporterebbe una perdita. Si parla di almeno 50-60mila euro. Questi fondi sarebbero stati disponibili per l'anno in corso e per i successivi due anni. Il bando, infatti, aveva una durata triennale. La situazione finanziaria legata all'evento presenta ulteriori criticità. Già nell'anno precedente, il Comune ha perso un contributo di 18mila euro. La causa è stata una mancata rendicontazione. Questa decisione suscita rammarico in Ferrari.

L'organizzatore ha sottolineato l'importanza dell'evento. Aveva contribuito a creare un appuntamento capace di attrarre pubblico. Il pubblico arrivava anche dalle province limitrofe. Questo afflusso generava ricadute positive per le attività commerciali locali. La perdita di questo evento rappresenta un danno per l'economia del territorio.

Critiche dalla minoranza consiliare

Le perplessità non provengono solo dagli organizzatori storici. Anche la minoranza consiliare ha espresso il proprio dissenso. Il consigliere Gian Paolo Guerra ha criticato apertamente l'operato dell'amministrazione. «Questa giunta continua a bloccare e smantellare quanto era stato costruito», ha affermato Guerra. Ha ribadito che l'evento precedente funzionava bene. Rappresentava un punto di forza per l'intera area.

Il consigliere ha poi puntato il dito contro la gestione del patrimonio storico locale. «Non si sta valorizzando la casa dove dormì il Re», ha dichiarato Guerra. Questo edificio, che doveva diventare un museo del Risorgimento, è ora in stato di rudere. È transennato e non fruibile. La stessa sorte tocca ad altri edifici simbolo. Si pensi agli immobili del lascito Bertola. Questi potrebbero essere integrati in un percorso culturale più ampio. La loro attuale condizione non permette tale valorizzazione.

L'affondo politico del consigliere Guerra si estende ad altri interventi comunali. «È una linea che si riflette anche su altri interventi», ha concluso. Ha citato la rimozione di pregiati paletti in pietra nella piazza centrale. La motivazione addotta è stata la loro installazione da parte delle precedenti amministrazioni. Ora sono stati sostituiti con fioriere di plastica. Questo gesto viene interpretato come un tentativo di cancellare l'eredità delle amministrazioni passate.

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