Il giovane chitarrista Matteo Mancuso lancia il suo secondo album solista, "Route 96". L'artista palermitano esplora nuove sonorità e condivide i preziosi consigli ricevuti da leggende della musica come Steve Vai e Joe Bonamassa.
Nuovo album "Route 96" esce oggi
Il musicista Matteo Mancuso ha pubblicato il suo secondo lavoro discografico da solista. L'album si intitola "Route 96". La data di uscita ufficiale è stata il 20 febbraio. Questo progetto segue i successi precedenti del chitarrista.
Mancuso ha superato l'etichetta di "enfant-prodige". La sua carriera è in continua crescita. Ha ottenuto il riconoscimento di musicisti affermati. Tra questi figurano Al Di Meola e Joe Bonamassa. Anche Steve Vai compare nel nuovo disco. Mancuso presenterà "Route 96" al pubblico milanese. L'evento si terrà all'Alcatraz.
Il significato del titolo "Route 96"
Il titolo "Route 96" non è casuale. Il chitarrista ha spiegato la sua scelta. Il numero rimanda al suo anno di nascita, il 1996. Inoltre, le influenze musicali di Mancuso sono prevalentemente americane. Il titolo crea quindi un legame immediato con queste radici. Mancuso ammette una certa semplicità nella scelta. Ha dichiarato: «Con i titoli non sono mai stato bravo».
Un ulteriore collegamento suggerito da Steve Vai riguarda la qualità audio. Vai ha consigliato a Mancuso di registrare i suoi dischi a 96kHz. Questa è una tecnica che lo stesso Vai utilizza per le sue produzioni. La scelta del titolo quindi unisce un riferimento personale a un consiglio tecnico.
Un sound più maturo e omogeneo
Matteo Mancuso descrive il suo nuovo album come il ritratto di un artista più consapevole. Ogni sessione di scrittura porta una maggiore chiarezza su ciò che apprezza musicalmente. Questo processo ha reso "Route 96" più omogeneo rispetto al suo predecessore. La lavorazione del disco è iniziata nell'ottobre 2024. Si è conclusa nel novembre 2025. Il tempo totale di produzione è stato poco più di un anno.
Mancuso sottolinea che questo lasso di tempo è relativamente breve. Considera i suoi numerosi impegni e tournée. L'artista crede fermamente nella necessità di catturare un momento specifico della vita rapidamente. Questo approccio è stato diverso per il suo primo album, "The Journey". Quest'ultimo, uscito nel 2023, raccoglieva registrazioni effettuate nell'arco di quattro anni.
I consigli dei grandi maestri
Matteo Mancuso ha fatto tesoro di preziosi suggerimenti da parte di artisti di fama mondiale. Oltre al consiglio tecnico sui 96kHz, Steve Vai lo ha incoraggiato a seguire sempre la propria strada artistica. L'importante è non lasciarsi distrarre da influenze esterne. Bisogna mantenere il focus su ciò che si ama veramente della musica. Joe Bonamassa ha condiviso un'esperienza personale. Ha rivelato di aver raggiunto una svolta quando ha compreso l'importanza di concentrarsi sulle canzoni, non solo sulla tecnica chitarristica. Al Di Meola ha invece suggerito a Mancuso di suonare costantemente con musicisti più talentuosi. In particolare, ha evidenziato l'importanza di collaborare con batteristi di alto livello. Questo aiuta a sviluppare un solido senso del ritmo.
Progetti futuri e la band ideale
Un progetto che Matteo Mancuso desidera realizzare è l'espansione della sua formazione. Attualmente un trio, vorrebbe trasformarla in un quartetto. Mancuso avverte che alcuni brani non rendono dal vivo come vorrebbe. La mancanza di una parte armonica completa viene talvolta colmata dall'uso di sequenze. Sebbene non sia un grande fan di questa soluzione, riconosce che il 99% del lavoro è eseguito dal vivo. Spera quindi di poter integrare presto un pianista nel gruppo.
Riguardo alla sua band ideale, Mancuso esprime grande orgoglio per la sua formazione attuale. Tuttavia, indica alcuni nomi per un ipotetico supergruppo. Al basso vorrebbe Hadrien Feraud. Alla batteria, Nicolas Viccaro. Per la tastiera, cita Jesus Molina o Julian Waterfall Pollack.
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