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Ricercatori a Monza hanno identificato cellule pre-leucemiche che rimangono 'silenti' a causa di un'anomalia genetica. Questa scoperta apre nuove vie per la prevenzione e il trattamento delle leucemie infantili.

Nuove speranze contro leucemie infantili

Un importante passo avanti nella lotta contro le leucemie infantili è stato compiuto. Scienziati della Fondazione Tettamanti e dell'Università di Milano-Bicocca hanno svelato un meccanismo cruciale. Hanno scoperto come alcune cellule pre-leucemiche riescano a sopravvivere per anni. Queste cellule rimangono invisibili ai normali controlli del corpo.

L'alterazione genetica si verifica durante la gravidanza. Essa rende le cellule potenzialmente tumorali 'silenti'. Questo aumenta significativamente il rischio di sviluppare la malattia. La ricerca è stata pubblicata sulla rivista scientifica 'Cell Death Discovery'.

Meccanismo di 'silenzio' cellulare

Il fenomeno è causato da una fusione anomala tra due geni. Questa fusione non è ereditaria dai genitori. Avviene invece durante lo sviluppo fetale. Blocca la crescita delle cellule pericolose. Ciò le rende più resistenti al normale ricambio cellulare. Si crea così una lunga fase pre-leucemica 'silente'.

Questa scoperta è il risultato di uno studio collaborativo. Ha coinvolto anche l'Università di Padova. La Fondazione Tettamanti e il suo Centro di ricerca operano in convenzione con la Fondazione San Gerardo. L'obiettivo è realizzare progetti congiunti.

Implicazioni per terapie future

I risultati offrono nuove prospettive. Potrebbero portare allo sviluppo di strategie mirate. Queste permetterebbero di colpire le cellule 'silenti' prima che diventino leucemia conclamata. Si potrebbero anche prevenire le recidive.

La leucemia linfoblastica acuta a precursori B è spesso legata a un'alterazione cromosomica. Questa unisce due geni normalmente separati. Si forma una proteina anomala. Altera le cellule del sangue non ancora tumorali. Rappresenta uno dei primi eventi molecolari della malattia.

Prospettive di prevenzione e cura

Le cellule 'silenti' non proliferano rapidamente. Persistono nel midollo osseo per periodi prolungati. Le ricercatrici Denise Acunzo e Mayla Bertagna della Fondazione Tettamanti sono autrici dello studio.

«Questa alterazione cromosomica è presente nel 25% dei neonati sani», afferma Acunzo. «Solo una piccola parte dei portatori sviluppa la leucemia prima dell'età adulta».

Il professor Giovanni Cazzaniga, dell'Università di Milano-Bicocca e responsabile alla Fondazione Tettamanti, aggiunge: «La latenza tipica è di 2-5 anni, ma a volte dura fino all'adolescenza».

«Eliminare queste cellule potrebbe ridurre il rischio di recidive», conclude Cazzaniga. «Potrebbe anche aprire la strada a strategie di prevenzione della leucemia».

La ricerca è stata sostenuta da importanti enti. Tra questi, la Fondazione Airc per la ricerca sul cancro, la Fondazione Cariplo e la Fondazione Maria Letizia Verga.

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