Il presidente di Assoenologi, Riccardo Cotarella, paragona l'attuale crisi del vino italiano allo scandalo del metanolo, invocando un profondo cambiamento comunicativo per riconquistare i giovani e il mercato.
La crisi del vino italiano richiede scelte
Il settore vitivinicolo italiano si trova a un bivio. È quanto emerge dalle parole di Riccardo Cotarella, presidente nazionale di Assoenologi. L'enologo orvietano ha lanciato un appello forte e chiaro durante l'inaugurazione di Vinitaly 2026. Il vino italiano deve affrontare una trasformazione radicale. Questa fase richiede decisioni coraggiose e immediate. Il settore sta attraversando un periodo di profonda riflessione. È il momento di agire con determinazione.
Cotarella non usa mezzi termini. Paragona la situazione attuale a quella vissuta dopo il grave scandalo del metanolo. Quell'evento segnò una svolta fondamentale per l'intero comparto. La priorità assoluta fu il miglioramento della qualità e della sicurezza dei prodotti. Oggi la crisi è diversa. Non presenta gli stessi rischi sanitari drammatici. Tuttavia, il suo impatto sul mercato è altrettanto problematico.
Consumi in calo: la sfida dei giovani
Il nodo cruciale della questione è il calo dei consumi. Riccardo Cotarella definisce questo aspetto come una problematica molto concreta. La priorità assoluta deve essere riconquistare il pubblico giovanile. È fondamentale far comprendere che il vino è un prodotto accessibile. Deve essere percepito come un elemento democratico, legato alla terra. Un prodotto destinato a tutti i consumatori.
L'enologo sottolinea la necessità di abbandonare linguaggi troppo specialistici. Anche le espressioni eccessivamente folkloristiche possono allontanare le nuove generazioni. Serve una rivoluzione nella comunicazione. Bisogna cambiare la narrazione che circonda il vino. Altrimenti, questo prezioso prodotto rischia di diventare appannaggio solo di un pubblico nostalgico. Un rischio che implicherebbe una progressiva contrazione del mercato.
Comunicazione e squadra per il futuro
La sfida è costruire un racconto efficace. Questo deve spiegare cos'è il vino. Deve anche evidenziare il suo valore culturale, oltre a quello produttivo. Il presidente di Assoenologi vede in Vinitaly un'occasione strategica. Non si tratta solo di un evento commerciale. È un momento per fare squadra. Nessuna singola azienda può affrontare da sola le complessità del mercato attuale. La metafora usata da Cotarella è quella di una forte influenza. Questa non si è ancora trasformata in polmonite. La crisi è seria, ma risolvibile. È necessaria una reazione decisa.
Dopo aver raggiunto elevati standard di qualità e sicurezza negli anni, la nuova frontiera è culturale. Il cambiamento deve partire dal linguaggio. Deve diventare più inclusivo. È importante parlare anche al pubblico femminile. Soprattutto, bisogna rivolgersi ai giovani. Occorre spiegare loro il valore intrinseco di un prodotto che nasce dalla natura. Un prodotto che viene poi trasformato dall'ingegno e dal lavoro dell'uomo.
Domande frequenti sul futuro del vino italiano
Cosa ha causato la crisi attuale nel settore vinicolo italiano?
La crisi attuale è principalmente legata al calo dei consumi, soprattutto tra le fasce più giovani. A differenza dello scandalo del metanolo, la problematica non è sanitaria ma di mercato e comunicazione.
Quali sono le proposte di Riccardo Cotarella per rilanciare il vino italiano?
Cotarella propone un profondo cambiamento comunicativo, con un linguaggio più inclusivo e accessibile, rivolto in particolare ai giovani. Sottolinea l'importanza di fare squadra tra le aziende e di valorizzare il vino come prodotto democratico, culturale e legato alla terra.