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Una imprenditrice della Valle d'Aosta è stata condannata a restituire oltre 122mila euro di contributi agricoli. La decisione della Corte dei Conti si basa su presunte irregolarità nella documentazione presentata per ottenere gli aiuti.

Contributi agricoli revocati dalla Regione

Una somma di 122.584,36 euro dovrà essere rimborsata alla Regione Valle d'Aosta. La decisione riguarda l'imprenditrice Elaine Lunghini, di 37 anni. La sentenza è stata depositata dalla Sezione giurisdizionale per la Valle d'Aosta della Corte dei Conti il 10 aprile. La vicenda concerne aiuti destinati ai giovani agricoltori. Questi fondi facevano parte del Programma di sviluppo rurale 2014/20. L'imprenditrice li aveva ottenuti, ma l'amministrazione regionale ne ha poi disposto la revoca.

La Procura della Corte dei Conti ha sostenuto che i fondi siano stati percepiti indebitamente. Per recuperarli, è stata citata in giudizio la signora Lunghini. Era rappresentante di un'impresa individuale. Coinvolta anche la tecnica agronoma Paola Flamini. Quest'ultima aveva preparato la documentazione tecnica per la domanda. Tuttavia, i giudici contabili non hanno trovato prove sufficienti contro la signora Flamini. Non ci sono elementi certi che dimostrino la sua partecipazione a una condotta fraudolenta. Di conseguenza, la richiesta di condannarla a pagare parte della somma è stata respinta.

Aiuti per giovani agricoltori al centro della disputa

Il rimborso totale è quindi a carico della sola Elaine Lunghini. La questione è passata al vaglio della Corte dei Conti dopo sviluppi presso la magistratura ordinaria. Ci sono stati due procedimenti distinti. Tutto è iniziato con un bando regionale approvato nel luglio 2017. L'imprenditrice vi partecipò. Un requisito fondamentale era una “produzione standard minima” di 8mila euro. Questo valore doveva essere mantenuto per tutta la durata del piano aziendale. Il piano era oggetto di sostegno finanziario.

Secondo la Procura contabile, l'imprenditrice indicò specifici terreni a Tolasèche, nel comune di Nus. Questi terreni erano descritti come il luogo della principale produzione di valore dell'azienda. Si trattava di piante officinali, meli, peschi e noccioli. Dopo l'approvazione della domanda, la signora Lunghini ricevette acconti. Questi pagamenti, tra il 2018 e il 2019, ammontavano a 122.584,36 euro. Provenivano da due diverse misure del programma di aiuti.

Nel gennaio 2022, la Regione avviò una procedura di decadenza. La produzione standard dell'azienda per il 2020 risultò inferiore alla soglia minima richiesta. I tecnici regionali, dopo un sopralluogo, definirono i terreni di Nus in “stato di abbandono”. Di conseguenza, nell'aprile 2022, uno dei due contributi fu revocato. La motivazione fu il mancato rispetto di un impegno essenziale. L'altro contributo decadde il mese successivo.

Procedimenti penale, civile e contabile

Da queste premesse sono nati i procedimenti penale e civile. In sede penale, una sentenza del febbraio 2025 ha condannato Elaine Lunghini per truffa aggravata ai danni dello Stato. La signora Flamini fu assolta. Le indagini erano state condotte dalla Procura Europea. La difesa della signora Lunghini ha presentato ricorso in Corte d'Appello a Torino. La sentenza penale non è quindi ancora definitiva.

Nel giudizio civile, l'imprenditrice contestò i provvedimenti di revoca degli aiuti. Il Tribunale di Aosta, con una sentenza del gennaio 2025, dichiarò l'illegittimità degli atti. Accertò anche il diritto dell'imprenditrice ai contributi previsti dal bando. Anche questa decisione non è definitiva. L'esito dell'appello è atteso per l'inizio del 2027. La Procura della Corte dei Conti ha basato la sua richiesta di pagamento sull'esito del giudizio penale. Ha citato in giudizio la signora Lunghini nel novembre 2025.

La difesa, rappresentata dagli avvocati Vittorio Barosio, Serena Dentico e Giulio Meneghetti, ha definito l'accusa “lacunosa”. Ha sostenuto che fosse basata unicamente sulla sentenza penale di condanna. I legali hanno anche contestato l'esistenza stessa del danno erariale. Hanno ricordato il diritto dell'assistita a trattenere i contributi ricevuti, citando la decisione del Tribunale civile. La difesa ha inoltre evidenziato che fin dall'inizio la signora Lunghini aveva segnalato la scarsa produttività dei terreni di Nus. Aveva espresso l'intenzione di sostituirli con altri in località differente.

La decisione finale della Corte dei Conti

I giudici della Corte dei Conti hanno preso atto del contrasto tra le pronunce. Le due sentenze, entrambe non definitive, divergono sulla stima della produttività dei terreni a Nus. In sede penale, si è sostenuto che i fondi fossero incolti e abbandonati dal 2017. La consulenza civile, invece, ha ritenuto che i terreni fossero stati coltivati. Ciò avrebbe determinato una produttività standard superiore al limite regolamentare.

La Sezione giurisdizionale della Corte dei Conti ha accolto la domanda della Procura contabile contro Elaine Lunghini. Il quadro probatorio emerso dalle indagini penali è stato ritenuto sufficiente a dimostrare la sua condotta fraudolenta. La Corte si è basata sulla regola della preponderanza dell'evidenza. Il convincimento è che l'imprenditrice abbia incluso nel fascicolo aziendale terreni che non ha mai curato. Questi terreni sono stati computati per ottenere gli incentivi.

La sentenza civile è stata considerata, ma non decisiva. La Corte dei Conti ha notato che il compendio probatorio penale non è stato considerato dal Tribunale civile. La cognizione di quest'ultimo è apparsa limitata e monca nelle fonti. Inoltre, la consulenza svolta nel giudizio civile non è risultata pienamente convincente ai giudici contabili. La decisione della Corte dei Conti è appellabile. La vicenda sembra ancora lontana da una conclusione definitiva.

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