Agricoltori della Basilicata protestano per i mancati ristori dopo due violente grandinate. Le promesse istituzionali si ripetono, ma i fondi non arrivano, mettendo a rischio aziende e famiglie.
La furia della grandine devasta il Metapontino
La recente grandinata ha colpito duramente il Metapontino. I comuni di Nova Siri e Rotondella sono stati particolarmente interessati. L'evento si è verificato durante la delicata fase della fioritura. Frutta come pesche, albicocche e ciliegie erano pronte a svilupparsi. Pochi minuti di grandine hanno annientato mesi di duro lavoro. Non si tratta di poche cassette perse, ma di un'intera stagione agricola. La perdita economica è ingente.
Questa distruzione compromette il reddito di intere famiglie. Mette a rischio la continuità delle aziende agricole. Mina la determinazione di chi sceglie di restare e lavorare in queste terre. Da generazioni, la tenacia degli agricoltori sostiene il Metapontino. Trasforma la fatica in dignità. Convince le nuove generazioni a non abbandonare la propria terra.
Promesse istituzionali: un copione già visto
Il Coordinamento Agricoltori Basilicata esprime profonda frustrazione. Hanno accolto visite e collaborato con tecnici. Hanno ascoltato con rispetto le istituzioni. La pazienza, però, ha raggiunto il suo limite. La credibilità delle promesse è venuta meno. In pochi giorni, aziende e piattaforme logistiche gestiscono consegne e riorganizzazioni complesse. Gli agricoltori, invece, hanno ricevuto solo strette di mano. La gratitudine non salda i conti in sospeso.
Dietro ogni albero colpito, c'è una famiglia che attende un sostegno concreto. Non semplici fotografie. Il 10 aprile 2026, durante il Tavolo Verde, l'assessore Cicala ha delineato un percorso. Ha parlato di sopralluoghi, raccolta dati e proposte alla Giunta. Ha menzionato il confronto con il Governo e le istituzioni europee. Ha promesso interventi su più livelli. Queste parole sono state pronunciate già in passato. Esattamente due anni prima, dopo la grandinata del 2 luglio 2024. Il copione si ripete identico.
Mancanza di ristori e nuove calamità
I ristori promessi per la grandinata del 2 luglio 2024 non sono ancora stati erogati. Nel frattempo, una nuova calamità ha colpito il territorio. Il 1° aprile 2026, un'altra grandinata ha interessato un numero ancora maggiore di aziende agricole. Nuove famiglie si sono aggiunte a quelle già in attesa di aiuti. Il sistema di sostegno si sta ampliando, ma i ristori rimangono invariati. Definire questo un percorso chiaro richiede un notevole coraggio. Oppure una memoria estremamente selettiva.
Il Coordinamento pone interrogativi precisi. Quante aziende sono state censite per la grandinata del 1° aprile 2026? Quali fondi del Complemento di Sviluppo Rurale (CSR) saranno attivati e con quali tempistiche? Entro quando le aziende colpite riceveranno i primi aiuti economici? Queste tre domande richiedono risposte concrete, con date precise. Non semplici annunci. Gli agricoltori attendono traguardi tangibili, non promesse vaghe.
Un appello alla responsabilità politica
Il Coordinamento si rivolge a tutta la classe politica, sia regionale che nazionale. Chiedono un intervento deciso, superando le divisioni tra maggioranza e opposizione. Il territorio della Basilicata non può essere considerato solo uno sfondo per campagne elettorali. Rappresenta una civiltà del lavoro. Coinvolge trasportatori, fornitori, lavoratori stagionali e intere comunità. Ogni azienda che chiude lascia un vuoto incolmabile. Ogni famiglia che emigra porta via un pezzo di futuro.
La salvaguardia di questo patrimonio richiede un senso di responsabilità condiviso. Non esistono colori politici quando si tratta di proteggere il futuro della regione. Il Coordinamento invita chiunque a smentire le proprie affermazioni. Se i ristori del 2 luglio 2024 sono stati pagati, o se esiste una norma che garantisce tempi certi, saranno lieti di esserne informati. Questo significherebbe che la regione è gestita meglio di quanto temano. Finora, però, nessuna prova concreta è stata fornita.
Gli agricoltori sono abituati ad attendere i cicli naturali. Aspettano la pioggia, il sole, il corso degli eventi. Non possono però attendere indefinitamente che le istituzioni adempiano ai propri doveri. Richiedono certezze, tempi definiti e dati precisi. La loro richiesta è urgente: vogliono risposte adesso.
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