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A Niscemi, nonostante i fondi stanziati, negli ultimi vent'anni non sono stati eseguiti interventi contro il rischio frane. Il procuratore di Gela Salvatore Vella critica la totale inazione delle autorità competenti, evidenziando un'inchiesta in corso con 13 indagati.

Inchiesta sulla frana di Niscemi: vent'anni di stallo

Il procuratore di Gela, Salvatore Vella, ha recentemente fatto il punto sull'inchiesta relativa alla complessa problematica delle frane a Niscemi. L'indagine, che attualmente conta 13 persone indagate, ha messo in luce una sconcertante realtà: dal 2010, anno della risoluzione dei contratti con le ditte incaricate dei lavori di mitigazione del rischio, fino all'ultimo evento franoso verificatosi a gennaio, non è stato compiuto alcun intervento concreto. Questo nonostante fossero stati precedentemente stanziati circa 12 milioni di euro. Il procuratore ha sottolineato l'importanza del lavoro di squadra svolto con la polizia giudiziaria e i consulenti tecnici. Questa collaborazione ha permesso di ottenere una visione più chiara di un fenomeno ancora attivo e in evoluzione. L'analisi della documentazione e delle testimonianze raccolte si è rivelata fondamentale per comprendere la gravità della situazione.

L'inchiesta si articola in diverse fasi. Attualmente, si è ancora nella prima fase investigativa. I risultati preliminari evidenziano una totale assenza di azioni concrete per oltre un decennio. La risoluzione dei contratti nel 2010 ha segnato l'inizio di un lungo periodo di inerzia. Le opere di mitigazione, cruciali per la sicurezza del territorio, non sono mai state realizzate.

Cronistoria di un disastro annunciato: fondi persi e ritardi

La vicenda delle frane a Niscemi affonda le sue radici nel tempo. Già nel 1997 si verificò la prima frana di rilievo. Tra il 1997 e il 2009, periodo in cui la prefetta Giannala si occupò della questione, si susseguirono diverse ordinanze da parte della Presidenza del Consiglio dei Ministri. In quegli anni si riuscì a bandire una gara d'appalto per gli interventi necessari. Venne approvato un progetto esecutivo nel 2005. Successivamente, la gara per la realizzazione delle opere di messa in sicurezza fu aggiudicata. Nel 2009, fu sottoscritto il contratto d'appalto con l'Ati (Associazione Temporanea d'Imprese) composta dalle società Comer costruzioni Meridionali spa e Edil ter costruzioni srl.

Tuttavia, nel 2010, il contratto venne risolto a causa dei gravi ritardi accumulati dalle imprese. Il procuratore Vella ha evidenziato un'ulteriore anomalia: nel 2013, a contratto ormai terminato, si tentò di avviare una transazione di natura insolita. Dal 2010 al 2016, secondo quanto riportato dal procuratore, non si sarebbe fatto altro che confermare la risoluzione contrattuale. Questo avvenne nonostante la risoluzione fosse stata formalizzata anni prima. L'inerzia amministrativa e operativa è proseguita senza sosta fino al verificarsi dell'ultimo evento franoso, avvenuto a gennaio scorso.

Le dichiarazioni del procuratore Vella e le prossime fasi dell'inchiesta

Il procuratore Salvatore Vella ha espresso forte rammarico per la situazione. «Abbiamo finora fatto un importante lavoro di squadra», ha dichiarato il magistrato, «con la polizia e i consulenti che ci ha consentito di aver una visione molto più ampia di un fenomeno complesso che è ancora attivo». L'analisi dei documenti e delle sommarie informazioni, condotta con il supporto di esperti, si è rivelata estremamente utile. Il procuratore ha confermato che l'inchiesta è ancora in una fase iniziale. I primi riscontri, tuttavia, sono già significativi. La mancata esecuzione delle opere di mitigazione del rischio frana, a fronte di fondi stanziati e contratti risolti, rappresenta un punto centrale dell'indagine. Le responsabilità per questa lunga fase di stallo sono al vaglio degli inquirenti.

La situazione a Niscemi evidenzia criticità profonde nella gestione del territorio e nella prevenzione del dissesto idrogeologico. L'inchiesta mira a fare piena luce sulle responsabilità individuali e collettive che hanno portato a questa condizione di grave pericolo. Le prossime fasi dell'indagine si concentreranno sull'approfondimento delle posizioni dei 13 indagati. Si cercherà di ricostruire nel dettaglio le decisioni prese e le omissioni che hanno caratterizzato gli ultimi vent'anni. La speranza è che questo processo possa portare a una maggiore consapevolezza e a interventi concreti per la messa in sicurezza del territorio.

Domande frequenti sul caso frana di Niscemi

Cosa è successo a Niscemi?

A Niscemi si è verificato un grave problema di dissesto idrogeologico con ripetute frane. L'inchiesta del procuratore di Gela, Salvatore Vella, ha rivelato che negli ultimi 20 anni non sono stati eseguiti interventi di mitigazione del rischio, nonostante i fondi stanziati. Ci sono 13 indagati.

Chi è il procuratore di Gela?

Il procuratore di Gela è Salvatore Vella. È lui che sta coordinando l'inchiesta sulla frana di Niscemi e ha denunciato la totale inazione degli ultimi vent'anni.

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