L'inchiesta sulla frana di Niscemi rivela una totale assenza di interventi di mitigazione del rischio dal 2010. Il procuratore di Gela punta il dito contro anni di inerzia, nonostante fondi stanziati.
Inchiesta sulla frana di Niscemi in corso
Le indagini sulla frana di Niscemi sono ancora nelle fasi iniziali. Un lavoro di squadra tra polizia e consulenti ha permesso di comprendere meglio il fenomeno. Questo fenomeno geologico è ancora attivo e complesso.
L'analisi di documenti e testimonianze è stata fondamentale. Gli esperti hanno fornito un supporto prezioso. L'inchiesta si articola in tre distinte fasi. Attualmente, ci si trova ancora nella prima fase investigativa.
Da questa prima fase emerge un quadro preoccupante. Dal 2010, anno in cui si è risolto il contratto con le ditte incaricate. Queste ditte avrebbero dovuto realizzare opere di mitigazione del rischio frana. Per questi interventi erano stati stanziati 12 milioni di euro.
Fino all'ultimo evento franoso, verificatosi a gennaio scorso, non è stato compiuto alcun intervento concreto. Questo è quanto dichiarato dal procuratore di Gela, Salvatore Vella. Ha incontrato la stampa per aggiornare sull'indagine.
Vent'anni di ritardi e inefficienze
La vicenda della frana di Niscemi ha radici lontane. La prima frana si è verificata nel 1997. Successivamente, nel 2009, la prefetta Giannola si occupò del caso. In questi anni si sono succedute diverse ordinanze della Presidenza del Consiglio dei Ministri.
Si riuscì a indire un bando di gara. Questo bando era destinato a interventi complessivi per la messa in sicurezza. Nel 2005 venne approvato un progetto esecutivo. Successivamente, si aggiudicò la gara per la realizzazione delle opere necessarie.
Nel 2009 fu sottoscritto il contratto di appalto. L'appalto fu assegnato a un'associazione temporanea di imprese (ATI). Le ditte coinvolte erano la Comer costruzioni Meridionali spa e la Edil ter costruzioni srl.
La risoluzione del contratto e l'inerzia
Tuttavia, nel 2010, il contratto venne risolto. La causa furono gravi ritardi accumulati dalle imprese. Nel 2013, a contratto ormai terminato, si tentò una transazione. Questa transazione fu definita anomala dal procuratore.
Successivamente, fino al 2016, non si registrò alcuna attività concreta. L'unica azione fu la conferma della risoluzione del contratto. Questa conferma, secondo Vella, fu del tutto anomala. La risoluzione, infatti, era avvenuta anni prima.
L'inerzia e la mancanza di azioni concrete si sono protratte ininterrottamente. Questo silenzio operativo è proseguito fino all'evento franoso dello scorso gennaio. L'inchiesta attuale conta già 13 indagati. L'obiettivo è chiarire le responsabilità di questa lunga fase di stallo.
Domande e Risposte
Cosa è successo a Niscemi?
A Niscemi si è verificato un evento franoso. L'inchiesta punta a chiarire perché non sono state realizzate opere di mitigazione del rischio, nonostante fondi stanziati.
Chi è indagato nell'inchiesta sulla frana di Niscemi?
Attualmente, l'inchiesta conta 13 indagati. Le indagini mirano a identificare le responsabilità relative alla mancata esecuzione degli interventi di messa in sicurezza.
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