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Nel 2025, i residenti stranieri a Brescia hanno inviato circa 225 milioni di euro ai loro paesi d'origine. La Lombardia guida la classifica regionale, con Brescia al secondo posto provinciale. I dati provengono dalla Banca d'Italia.

Rimesse immigrati in crescita nel 2025

I trasferimenti di denaro da parte degli immigrati residenti in Italia verso i loro paesi d'origine hanno registrato un aumento nel 2025. Si parla di 8,6 miliardi di euro complessivi. Questo dato segna un incremento del 3,9% rispetto all'anno precedente. La crescita supera significativamente quella del PIL italiano, fermo allo 0,5%. È il secondo anno consecutivo di rialzo. I dati provengono dalle elaborazioni della Banca d'Italia.

La Lombardia si conferma la regione italiana con il maggior volume di rimesse. Ha raggiunto quota 1.865 milioni di euro nel 2025. All'interno della regione, la provincia di Brescia si posiziona al secondo posto. Supera solo Milano, con un flusso di 224,9 milioni di euro. Questo dato rappresenta una crescita dell'1,8% rispetto ai 221 milioni registrati nel 2024.

Tuttavia, si nota un calo rispetto ai 235 milioni inviati nel 2023. La provincia bresciana si conferma al sesto posto a livello nazionale. Le rimesse raggiungono ben 158 nazioni diverse. Altri centri urbani con flussi significativi sono Roma, Milano, Napoli, Torino e Firenze.

Cosa sono le rimesse e i dati bresciani

Le rimesse rappresentano i trasferimenti di denaro o beni. Vengono inviati da lavoratori espatriati verso i loro Paesi d'origine. Servono a sostenere i familiari. Coprono spese quotidiane o imprevisti. Aiutano a rimborsare i costi della migrazione. Sono uno strumento fondamentale per lo sviluppo dei Paesi d'origine.

Nonostante una lieve flessione negli ultimi due anni, Brescia gestisce volumi importanti. La provincia ospita il 12,8% della popolazione straniera in Lombardia. L'alto volume di rimesse riflette una solida base di lavoratori stranieri. Molti operano nell'industria e nell'artigianato.

I principali Paesi destinatari delle rimesse da Brescia sono: India, Pakistan, Marocco, Bangladesh e Senegal. La provincia di Brescia contribuisce per il 12,1% al totale delle rimesse lombarde. Si posiziona dietro solo al capoluogo regionale, Milano. Bergamo è la terza provincia lombarda per flussi.

Flussi nazionali e peculiarità

A livello nazionale, il Bangladesh è il principale Paese destinatario. Ha ricevuto circa 1,6 miliardi di euro. Rappresenta quasi il 20% del totale. Questo primato è dovuto a fattori socioculturali. Contribuiscono anche le dimensioni della comunità bengalese in Italia. Sono numerose anche le microimprese gestite da cittadini bengalesi.

Seguono l'India, con il 6,9% dei flussi, e il Marocco, con il 6,7%. Le Filippine sono un altro importante Paese di destinazione. Sorprendentemente, comunità numerose come quella rumena, ucraina e albanese si trovano più in basso nella classifica delle rimesse.

Le regioni che hanno visto il maggior incremento delle rimesse sono state la Campania e il Lazio. L'incidenza delle prime tre regioni per flussi in uscita è rimasta stabile. Si tratta di Lombardia (21,7%), Lazio (16,2%) ed Emilia-Romagna (9,4%).

Il caso Cina e i flussi bresciani

L'assenza della Cina tra i primi Paesi destinatari è notevole. I flussi verso la Cina sono molto ridotti rispetto al passato. In precedenza, includevano non solo rimesse ma anche transazioni commerciali e profitti d'impresa. Dal 2018, con l'introduzione di obblighi antiriciclaggio per i money transfer, molte transazioni sembrano aver preso canali non tracciati.

Uno studio dell'unità antiriciclaggio Uif suggerisce l'uso di corrieri o sistemi informali. Questo spiegherebbe il divario tra la popolazione cinese residente e il valore delle rimesse registrate. Le segnalazioni di operazioni sospette per riciclaggio sono invece elevate per la comunità cinese.

Tra il 2005 e il 2011, le rimesse verso la Cina dal Bresciano sono decuplicate. Hanno raggiunto un picco di 20,2 milioni nel 2011. Successivamente, si è assistito a un crollo quasi totale. Il valore si è azzerato nel giro di sette anni, perdendo il 98%. Il calo più drastico, dell'81%, è avvenuto nel 2018. Probabilmente legato all'estensione degli obblighi di segnalazione.

Dal 2019 al 2025, i valori si sono attestati sotto i 0,1-0,2 milioni. Si è registrato un piccolo rimbalzo nel 2025, ma irrilevante rispetto ai livelli storici.

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