Ambientalisti critici verso il piano di ammodernamento dell'Autodromo di Monza. Si paventa un grave danno per il Parco storico.
Critiche per il piano di ammodernamento
Il consiglio comunale di Monza ha dato il via libera a un ambizioso progetto. L'obiettivo è adeguare l'Autodromo di Monza agli standard della Formula 1. Gli ambientalisti esprimono forte preoccupazione. Temono che questi interventi possano compromettere seriamente il prezioso Parco.
Il Coordinamento dei comitati ha inviato una lettera all'amministrazione. Chiedono una revisione del progetto. Sottolineano l'importanza storica e culturale del Parco. Evidenziano anche le reali necessità dei cittadini.
Un passato di opposizioni storiche
La storia del circuito non è priva di controversie. Già nel 1922, la decisione di costruire l'autodromo incontrò resistenze. Il senatore Silvio Crespi affrontò l'opposizione del ministero della Pubblica istruzione. Critiche arrivarono anche da esponenti del mondo culturale e artistico. Vedevano nella costruzione una profanazione del Parco napoleonico. Sollevavano dubbi sulla tutela del paesaggio e sull'abbattimento di alberi.
Oggi, il consiglio comunale ha approvato i nuovi lavori. Si parla di interventi costosi e potenzialmente deturpanti. Il costo per i contribuenti si aggira sui 75 milioni di euro. A questi si aggiungono i 27 milioni annui richiesti da Liberty Media per mantenere il Gran Premio. I cittadini si chiedono perché i fondi pubblici debbano finanziare opere simili. Molti contribuenti, infatti, si dichiarano contrari.
Impatto sul parco e ricatto di Liberty Media
Verranno realizzati decine di migliaia di metri cubi di cemento. Questo avverrà all'interno di un parco storico. L'obiettivo è assicurarsi la titolarità del Gran Premio. Si parla di un cedimento alle richieste di Liberty Media. Questa società detiene i diritti della Formula 1. Esiste il rischio concreto che Monza venga penalizzata nella competizione globale del circus.
Secondo il Coordinamento dei comitati, le opere richieste da Liberty Media mirano a trasformare i 200 ettari in concessione ad Aci. L'intento sarebbe quello di creare un circuito simile a un "Luna Park". Si punta allo sfruttamento massimo delle aree. Questo avviene ignorando la storia secolare del Parco, che ha ben 220 anni.
Scadenze e incastri complessi
La situazione delle concessioni presenta ulteriori criticità. La concessione delle aree dell'Autodromo da parte del Consorzio Villa Reale e Parco di Monza all'Automobile Club d'Italia scadrà il 31 dicembre 2028. Tuttavia, il contratto per l'organizzazione del Gran Premio di Formula 1 è stato rinnovato fino al 2031. A complicare il quadro, il Consorzio stesso, ente concedente, vedrà la sua scadenza nel 2029. Si profila un vero e proprio pasticcio burocratico. Un intreccio di scadenze che appare studiato per creare una situazione complessa.