A Monza, un uomo è stato condannato per falsa testimonianza nel contesto dell'omicidio di Cristian Sebastiano. La vicenda giudiziaria ha visto coinvolti anche i due giovanissimi assassini e altre persone.
Falsa testimonianza nel processo per omicidio
Un processo a Monza ha portato a una condanna per falsa testimonianza. L'indagine riguarda l'omicidio di Cristian Sebastiano, avvenuto nel quartiere San Rocco. La vittima, un uomo di 42 anni, fu uccisa nel novembre 2020. Fu colpito da circa trenta coltellate.
I responsabili furono identificati in due minorenni. Entrambi erano consumatori abituali di sostanze stupefacenti. L'aggressione avvenne sotto i portici di via Fiume. L'obiettivo era rapinarlo di pochi grammi di cocaina. La somma di denaro in gioco era esigua, circa 80 euro.
Vicende giudiziarie complesse
La vicenda ha preso una nuova piega con l'indagine sulla testimonianza di alcune persone. Tra queste figurava la madre di uno dei baby killer. Anche altre tre persone sono finite sotto accusa per falsa testimonianza. L'esito del processo ha visto una sola condanna.
Un conoscente della vittima e dei minorenni è stato condannato a 20 mesi di reclusione. La pena è stata sospesa condizionalmente. La richiesta di trasferire gli interrogatori alla Procura di Monza era partita dai giudici della Corte d'Assise. Questo avvenne dopo il dibattimento nei confronti di Giovanni Gambino.
Dubbi sulle dichiarazioni dei testimoni
Giovanni Gambino, 44 anni, tossicodipendente residente a Monza, era vicino di casa e amico di Cristian Sebastiano. Le dichiarazioni di alcuni testimoni, inclusa la madre del 14enne, furono considerate reticenti. Anche un vicino e la fidanzata di un parente di Gambino furono ascoltati.
I giudici monzesi ritennero le testimonianze fuorvianti. Inizialmente, Gambino era stato condannato a 30 anni di reclusione. Era ritenuto il mandante e l'istigatore dell'omicidio. La Procura aveva chiesto la conferma della pena in appello.
Assoluzione definitiva per Gambino
La sentenza di primo grado fu ribaltata in appello. Dopo il ricorso in Cassazione, la Procura aveva richiesto un appello bis. Tuttavia, i giudici romani non hanno ammesso il ricorso. Di conseguenza, la sentenza di assoluzione per Giovanni Gambino è diventata definitiva.
Per i due baby killer, la condanna a 12 anni e 10 mesi di reclusione ciascuno è anch'essa definitiva. La sentenza fu emessa con il rito abbreviato. Nonostante le voci che circolavano nel quartiere San Rocco, i testimoni in aula si erano trincerati dietro un generico "non ricordo".
Un solo imputato condannato per falso
Il giudice ha stabilito che solo uno dei quattro imputati ha reso dichiarazioni false. Questo ha portato alla condanna per falsa testimonianza. La vicenda giudiziaria ha evidenziato le difficoltà nel ricostruire la verità processuale. Le testimonianze reticenti hanno complicato l'iter.
L'omicidio di Cristian Sebastiano ha scosso la comunità di Monza. La condanna per falsa testimonianza chiude un capitolo di questa complessa vicenda. Rimangono definitive le condanne per i due giovanissimi autori materiali del crimine. L'assoluzione di Giovanni Gambino è ora un fatto giudiziario consolidato.