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Dietro le quinte dell'ATP Challenger di Monza, un'imponente macchina organizzativa lavora per garantire il successo dell'evento. Fisioterapisti, incordatori e volontari sono i pilastri invisibili che supportano i tennisti.

Lo staff di fisioterapisti al servizio degli atleti

Durante il Monza Open, torneo ATP Challenger 125, un team di professionisti lavora incessantemente a bordo campo. La Zucchi wellness clinic impiega tre fisioterapisti ogni giorno per assistere i giocatori. Questi specialisti offrono supporto prima, durante e dopo le competizioni. Aiutano gli atleti a prepararsi, a recuperare e a prevenire infortuni. Il coordinatore dello staff, Roberto Volpi, ha spiegato l'incremento del personale. «Quest’anno, visto che la tappa monzese è salita di livello», ha affermato, «abbiamo potenziato le forze a bordo campo». Lo staff è passato da uno a tre fisioterapisti. Sono disponibili dalle 9 alle 20, con un totale di oltre 20 persone a rotazione. La clinica offre servizi di prevenzione, cura e riabilitazione per molti sport. Ogni fisioterapista porta la sua specifica esperienza professionale e sportiva. Diventano così esperti in discipline o aree del corpo particolari.

Investimenti e servizi per il benessere degli sportivi

Renato Cerioli, amministratore unico di Istituti clinici Zucchi, ha sottolineato gli investimenti nello sport. «Abbiamo investito tanto nello sport», ha dichiarato, «soprattutto nella sede di via Zucchi». La clinica sta valutando nuove strategie per ottimizzare la struttura. L'obiettivo è adattarsi allo stile di vita delle persone. Si pensano appuntamenti anche nel fine settimana. Si valuta l'apertura al mattino presto o alla sera tardi. Potrebbero essere utilizzati anche gli spazi della sede di Carate. La cura della persona è un aspetto fondamentale per gli atleti. Non meno importante è la manutenzione delle loro attrezzature sportive. Le racchette richiedono un'attenzione particolare.

L'arte dell'incordatura: un servizio essenziale

Luca Brini, con il suo team di incordatori, svolge un ruolo cruciale. È paragonabile a un «medico» per le racchette. Lavora senza sosta in un gazebo vicino ai campi da gioco. Il suo compito è cambiare le corde e regolarne la tensione. Ogni atleta ha preferenze specifiche per l'incordatura. «I primi giorni di gara incordiamo anche 70 racchette al giorno», ha raccontato Brini. Il lavoro deve essere svolto in tempi rapidissimi. Le racchette devono essere pronte prima dell'inizio delle partite. «Ogni giocatore richiede un’incordatura prima di ogni partita», ha aggiunto. Il ritmo rallenta verso la fine del torneo. Questo accade quando molti atleti sono stati eliminati. Tuttavia, i giocatori rimasti sono spesso i più esigenti. La precisione nell'incordatura è fondamentale per la performance.

Il contributo di tutto lo staff e dei volontari

Ogni membro dello staff è chiamato a dare il massimo. Questo include gli chef che preparano pasti sani ed energetici. La cucina offre pasta e piatti bilanciati per nutrire gli atleti. Anche i giovani soci del Tennis club svolgono un ruolo importante. Vestono i panni di hostess, accogliendo e assistendo i partecipanti. I giovanissimi raccattapalle corrono a bordo campo con agilità. Il loro compito è recuperare rapidamente le palline. Silvia Osculati, madre di due volontarie, ha espresso la sua soddisfazione. «Siamo tornati prima dalle vacanze perché non si poteva mancare», ha detto. Sua figlia Ludovica è hostess e Costanza è raccattapalle. «In famiglia siamo tutti tennisti appassionati», ha aggiunto, «quindi è bello essere qui». L'evento beneficia dell'impegno di molte persone. L'organizzazione si basa sulla collaborazione di professionisti e volontari.

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