Il distretto ceramico modenese affronta una grave crisi legata alla disponibilità di gas. La Femca Cisl lancia un appello urgente per proteggere lavoratori e imprese da nuovi costi e rischi imminenti.
Allarme scorte di gas per l'inverno
L'estate 2026 si prospetta come un periodo critico per il settore ceramico di Modena. La priorità assoluta sarà garantire adeguate scorte di gas per gli impianti. Questo è l'avvertimento lanciato da Massimo Muratori, leader di Femca Cisl Emilia Centrale. La preoccupazione è che il comparto strategico possa subire nuovi oneri e pericoli. Il distretto ceramico modenese rappresenta una fetta importante della produzione nazionale, con ben 14.800 addetti.
Il sindacato sottolinea l'importanza vitale del gas per il funzionamento del settore. Per questo motivo, la Femca Cisl intende richiedere a Confindustria Ceramica l'istituzione di un sistema di monitoraggio costante. Questo cruscotto informativo dovrebbe fornire dati aggiornati su stoccaggi, prezzi e coperture contrattuali. L'obiettivo è anticipare eventuali ripercussioni su turni lavorativi, livelli produttivi e occupazione.
Scenario complesso e costi crescenti
La situazione attuale è descritta come una vera e propria tempesta perfetta. Diversi fattori contribuiscono a creare uno scenario preoccupante. Tra questi, stoccaggi di gas inferiori alle attese e una potenziale riduzione dei consumi. Il piano del Mase (Ministero delle Imprese e del Made in Italy) prevede, in caso di emergenza, la possibilità di interrompere le forniture ai grandi consumatori. Una combinazione di scarsità di gas e un inverno particolarmente rigido potrebbe avere conseguenze disastrose.
A ciò si aggiungono i costi elevati delle bollette energetiche. Si stima che il boom dei prezzi possa comportare extracosti per le imprese italiane della ceramica per circa 180 milioni di euro. Il mercato, inoltre, sta mostrando segni di rallentamento. A complicare ulteriormente il quadro, vi è l'imposizione della tassa europea sulle emissioni di CO2, nota come Ets (Emission Trading Scheme), che rappresenta un ulteriore onere finanziario.
Cassa integrazione e stop ai forni
Le difficoltà economiche stanno già avendo un impatto concreto sul territorio. Diverse aziende situate tra la bassa modenese e il cuore del distretto hanno dovuto ricorrere alla cassa integrazione. Almeno 10 realtà produttive hanno già attivato questo strumento di sostegno al reddito. Fonti vicine al mondo imprenditoriale segnalano che numerose imprese starebbero valutando la possibilità di estendere il tradizionale periodo di fermo dei forni. Questo stop, solitamente concentrato nel mese di agosto, potrebbe prolungarsi a causa delle attuali congiunture sfavorevoli.
La Femca Cisl chiede quindi un intervento deciso per salvaguardare un settore fondamentale per l'economia locale e nazionale. La protezione dei lavoratori e la stabilità delle imprese devono essere prioritarie. La mancanza di adeguate riserve di gas e l'aumento dei costi rappresentano minacce concrete che richiedono risposte immediate e strutturali.
Domande frequenti
Cosa rischia il distretto ceramico modenese?
Il distretto ceramico modenese rischia gravi ripercussioni a causa della potenziale carenza di gas per l'inverno 2026. Questo potrebbe portare a interruzioni della produzione, aumento dei costi per le imprese e rischio occupazionale per i 14.800 addetti.
Quali sono le cause principali della crisi?
Le cause principali includono stoccaggi di gas inferiori alle attese, il rischio di interruzioni delle forniture per i grandi consumatori, l'aumento dei costi energetici (bollette), un mercato in rallentamento e l'imposizione della tassa europea sulle emissioni di CO2 (Ets).