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Il Consiglio comunale di Milano ha rinviato il voto su un ordine del giorno che condanna il "Remigration Summit". La decisione è maturata dopo la commemorazione di un consigliere, con l'obiettivo di evitare ulteriori polemiche. La discussione potrebbe riprendere giovedì.

Discussione sull'ordine del giorno rinviata

Il voto sull'ordine del giorno (odg) riguardante il Remigration Summit non si è tenuto ieri in Consiglio comunale. L'iniziativa, organizzata dai Patrioti europei e sostenuta dalla Lega di Matteo Salvini, era prevista per sabato in Piazza Duomo. Il documento, presentato dalla presidente dell'assemblea Elena Buscemi, esponente del Partito democratico, non è stato discusso. L'aula aveva precedentemente dedicato due ore alla commossa commemorazione del consigliere Carlo Monguzzi. Il sindaco Giuseppe Sala ha suggerito di concludere la seduta in quel momento. L'obiettivo era evitare discussioni politiche accese in un giorno dedicato al cordoglio. La seduta è stata quindi chiusa senza ulteriori dibattiti.

Possibile nuova seduta per il voto

Nonostante il rinvio, la questione potrebbe essere affrontata presto. Una riunione dei capigruppo potrebbe decidere di convocare una nuova seduta del Consiglio comunale. Questa si terrebbe proprio nella giornata di giovedì. Lo scopo sarebbe quello di procedere al voto sull'odg promosso dalla presidente Buscemi. Tale documento è sostenuto dalla maggioranza di centrosinistra. La discussione avverrebbe prima della manifestazione prevista per sabato. L'intento è quello di esprimere una posizione chiara prima dell'evento.

Contenuto dell'ordine del giorno

La versione attuale dell'odg non include più la richiesta di valutare il divieto del Remigration Summit da parte di prefetto e questore. Questo appello era presente nella prima stesura del documento. Tuttavia, il testo mantiene una ferma condanna dell'iniziativa promossa dalla destra sovranista. L'ordine del giorno intende impegnare il sindaco e la Giunta a ribadire la condanna dell'amministrazione comunale. Si dichiarerebbero incompatibili i contenuti della manifestazione con l'identità civile e democratica di Milano. Il Comune si impegnerebbe a contrastare ogni forma di propaganda razzista e xenofoba. Promuoverebbe iniziative culturali per valorizzare l'integrazione e la diversità. Inoltre, si negherebbero spazi comunali, patrocini o agevolazioni a organizzazioni promotrici di messaggi discriminatori. Questo avverrebbe se non dichiarassero esplicitamente il rispetto dei valori antifascisti e costituzionali.

Reazioni del sindaco e della Lega

Il sindaco Giuseppe Sala ha commentato la vicenda a margine di un convegno. Ha preso atto che gli organizzatori parlano di una manifestazione pacifica. Ha espresso la speranza che ciò avvenga. Tuttavia, ha contestato il lessico utilizzato, definendo la parola “remigration“ poco convincente. Ha ribadito la sua posizione sui rimpatri: non è contrario, specialmente in caso di crimini che li giustifichino. Il segretario milanese della Lega, Samuele Piscina, ha replicato alle dichiarazioni del sindaco. Ha definito l'auspicio di una manifestazione pacifica un'ovvietà. Ha sottolineato che l'evento sarà pacifico e ordinato. Ha suggerito al sindaco di preoccuparsi piuttosto della contromanifestazione di sinistra. La Lega ha annunciato di aver presentato un proprio ordine del giorno. Questo, a prima firma di Silvia Sardone, chiede la discussione urgente. Il titolo è “Condanna delle minacce legate alle contro-manifestazioni dei centri sociali previste per il 18 aprile a Milano“. Il testo richiama il diritto costituzionale a manifestare pacificamente. Evidenzia la necessità di tutelare l'ordine pubblico e condannare ogni forma di violenza o intimidazione. Si fa riferimento a sigle antagoniste già protagoniste di episodi di aggressione alle forze dell'ordine e danneggiamenti in città.

Intervento del Governatore Fontana

Il governatore lombardo Attilio Fontana si aspetta una grande partecipazione alla manifestazione di sabato. Ha aggiunto che in quell'occasione verrà trattato anche il tema della centralizzazione europea sui fondi di coesione. Ha definito questa scelta una delle più devastanti che il governo europeo possa prendere, dopo quella per l'automotive. Le sue parole sottolineano un'ulteriore dimensione di dibattito legata all'iniziativa.

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