I dati sull'aria a Milano rivelano un calo dei gas serra, un segnale positivo. Tuttavia, le polveri sottili (Pm10) continuano a rappresentare una seria minaccia per la qualità dell'aria.
Gas serra in diminuzione a livello nazionale
Le emissioni di gas serra in Italia mostrano un trend positivo. L'Ispra ha confermato una riduzione del 30% rispetto al 1990. Si registra anche un calo del 3,6% rispetto all'anno precedente. Le emissioni totali si attestano poco sopra i 360 milioni di tonnellate di CO2 equivalente. Questo risultato positivo è attribuito all'aumento delle energie rinnovabili. L'idroelettrico e l'eolico giocano un ruolo chiave. Migliora anche l'efficienza energetica complessiva. Si sostituiscono combustibili più inquinanti con alternative a basso contenuto di carbonio.
Le previsioni per il 2025 indicano un leggero aumento delle emissioni. Si stima uno 0,3% in più. Questo è dovuto a un maggiore impiego di gas naturale per produrre elettricità. La produzione idroelettrica potrebbe diminuire. Le emissioni legate all'uso del carbone continuano a calare. Questo è in linea con gli obiettivi di decarbonizzazione prefissati.
La presidente di Ispra e Snpa, Maria Alessandra Gallone, ha commentato i dati. «Il percorso intrapreso sta producendo risultati concreti», ha affermato. «È un segnale incoraggiante, che dimostra come politiche mirate, innovazione tecnologica e comportamenti responsabili possano davvero fare la differenza». Ha anche aggiunto che la sfida non è ancora vinta. I progressi devono essere uno stimolo ad accelerare ulteriormente.
Situazione in Lombardia: luci e ombre
I dati più recenti disponibili per la Lombardia risalgono al 2023. Le emissioni di CO2 equivalente sono state di 66847 kt/anno. Si tratta di un calo del 13% rispetto al 2017. L'Arpa Lombardia ha fornito un confronto tra il 2021 e il 2023. Si osserva una diminuzione del 10% nelle emissioni totali di SO2 (biossido di zolfo). Questo calo deriva principalmente dalla combustione nell'industria. Anche la produzione di energia contribuisce a questo dato.
Le emissioni totali di COV (composti organici volatili) sono aumentate dello 0,6%. Questo incremento è legato alle emissioni biogeniche provenienti da foreste e agricoltura. Le emissioni di CH4 (metano) sono diminuite del 5,2%. Il calo è dovuto a minori emissioni dalle discariche. Tuttavia, il trattamento dei rifiuti ha visto un aumento del monossido di carbonio del 4%. L'agricoltura registra un minor numero di capi allevati. Migliora anche la rete di distribuzione dei combustibili.
La riduzione nell'uso di fertilizzanti minerali ha portato a un calo del 4% nelle emissioni di ammoniaca. Questo è un altro dato positivo per la qualità dell'aria regionale.
Il preoccupante aumento del Pm10
Nonostante i miglioramenti in altri settori, le emissioni totali di Pm10 sono in aumento. Si è registrato un incremento del 13% in due anni. Questo dato è particolarmente allarmante. Il trasporto su strada ha visto un aumento delle emissioni del 31%. I processi produttivi, soprattutto quelli legati a costruzioni e demolizioni, hanno registrato un +95%. Anche altre sorgenti e assorbimenti hanno contribuito con un +44%.
Le emissioni da combustione non industriale sono diminuite del 3%. Quelle da combustione nell'industria sono calate dell'11%. Questi dati contrastano con il trend generale del Pm10. La persistenza di alti livelli di polveri sottili rappresenta una sfida continua per la salute pubblica. Le autorità sanitarie e ambientali continuano a monitorare la situazione. Si cercano soluzioni per mitigare l'impatto di questi inquinanti.