Condividi
AD: article-top (horizontal)

Stefano Tomasoni, giornalista e scrittore, svela il suo nuovo romanzo noir ambientato a Schio, esplorando le complesse dinamiche della vendetta e del confine tra vittima e carnefice.

Un giallo ambientato nella Fabbrica Alta

Il giornalista **Stefano Tomasoni** ha dato alle stampe una nuova opera letteraria. Il libro, intitolato «I delitti dell’undici undici», è un romanzo di genere noir. La trama si sviluppa tra **Schio** e altre località internazionali. La narrazione prende avvio da un efferato omicidio. La vittima è un piccolo imprenditore originario di **Brugine**. Il corpo viene rinvenuto all’interno della **Fabbrica Alta di Schio**. Questo luogo è un importante esempio di archeologia industriale.

L'omicidio è particolarmente cruento. L'assassino ha versato acido sui genitali della vittima. Il ritrovamento è avvenuto per mano del custode. L'autore, **Tomasoni**, classe **1961**, ha una consolidata esperienza come scrittore. Ha già pubblicato tre romanzi e diversi saggi di attualità locale. La sua precedente attività includeva l'ufficio comunicazione di **Confindustria**. Attualmente lavora per il quotidiano Il Giornale di Vicenza, occupandosi di economia.

Il romanzo introduce il personaggio di **Teo Panebianco**. Questo protagonista è un abile investigatore. Viene descritto come una figura con occhiali e un fisico adeguato. La sua presenza nel racconto è centrale. La sua indagine lo porterà a scoprire una serie di delitti. Questi eventi scuotono profondamente la città di **Schio**. Il caso viene seguito anche dalle forze dell'ordine. Tra queste, si menziona il caposervizio **Diego Neri** e la collaboratrice **Daria Zonta** del quotidiano locale. Anche il sindaco di **Schio**, **Cristina Marigo**, esprime sgomento per gli eventi.

La trama e i temi del romanzo

«I delitti dell’undici undici» si estende per **292 pagine**. È pubblicato da **Piazza Editore**. La presentazione ufficiale si è tenuta il **16** alle **20:30**. L'evento ha avuto luogo presso l'ex lanificio Conte. **Tomasoni** dimostra un notevole talento nel genere noir. Il suo stile è arricchito da dettagli precisi, simili a quelli dei rapporti di polizia. Questa caratteristica rende la lettura avvincente. La catena di omicidi premeditati appare verosimile.

Il protagonista, **Teo Panebianco**, si troverà a fronteggiare almeno quattro vittime. L'obiettivo è risalire a una matrice comune. Questa ricerca si basa su date e coincidenze. Le indagini lo condurranno in diverse località. Tra queste figurano **Merano**, la **Slovenia**, l'**Islanda** e la **Germania**. Il collegamento con la città bavarese di **Landshut** è significativo. Questo gemellaggio con **Schio** risale al **1981**. La verità che emerge è terrificante. Collega cinque persone a un evento di violenza giovanile.

La figura di **Donato Soranzo** è presente nel romanzo. Si tratta di un poliziotto che opera come investigatore privato. A lui **Tomasoni** affida un discorso chiave. Le sue parole sottolineano la natura universale della vendetta. «Forse la verità è che abbiamo tutti qualcosa o qualcuno cui vorremmo vendicarci», afferma. «Che non riusciamo a perdonare, forse siamo tutti potenzialmente vittime e carnefici».

La vendetta come motore narrativo

Il tema centrale del romanzo è la vendetta. **Stefano Tomasoni** ha sviluppato questo concetto con grande cura. Ha tratto ispirazione anche da opere classiche. Tra queste, «Il Conte di Montecristo» di **Alexandre Dumas**. L'autore si interroga sulla natura del male. Si chiede se i carnefici di un tempo possano cambiare. O se rimangano immutati nella loro malvagità.

La trama attraversa un arco temporale esteso. Si muove tra gli anni Ottanta e il presente. I personaggi che un tempo agivano come giustizieri sono ora persone comuni. Molti si dedicano ad attività benefiche. Hanno apparentemente sepolto il loro passato. Le vittime, invece, portano ancora le cicatrici. Queste ferite condizionano ogni loro gesto. Offuscano la loro mente. Sono capaci di scatenare un male assoluto. Un male che supera quello subito in passato.

**Tomasoni** spiega la sua intenzione con il libro. «Questo libro cerca di rispondere ad una domanda», dichiara. «Quando il tempo cancella il confine tra vittima e colpevole?». La vendetta, nel suo romanzo, può colpire persone che non esistono più. O che sono cambiate nel tempo. La narrazione esplora la complessità morale. E le conseguenze a lungo termine di atti violenti.

AD: article-bottom (horizontal)

Questa notizia riguarda anche: