Operai della Tiberina a Melfi sono in protesta da mesi per la mancanza di certezze lavorative. La scadenza della cassa integrazione il 4 maggio aggrava la situazione, mettendo a rischio il futuro di centinaia di famiglie.
Crisi occupazionale a Melfi
L'ansia e la frustrazione crescono tra gli operai della Tiberina. L'azienda fa parte dell'indotto Stellantis di Melfi. I lavoratori sono in presidio da 157 giorni. La loro protesta mira a ottenere garanzie sul futuro.
Il 4 maggio scadrà la cassa integrazione. Solo 30 operai su 120 avranno lavoro stabile. Questo per i quattro modelli Stellantis attualmente in produzione. La situazione è incerta, con l'azienda che entrerà in area di crisi complessa.
Le difficoltà quotidiane degli operai
I lavoratori esprimono grande preoccupazione. «Non ce la facciamo più», ammettono. Le bollette si accumulano. I sussidi attuali non bastano più. Molti non riescono a coprire le spese essenziali.
La crisi ha ripercussioni pesanti sulle famiglie. Diversi operai devono ritirare i figli dall'università. Le rette universitarie sono diventate insostenibili. La disperazione è palpabile.
La dignità e la speranza
Nonostante le difficoltà, la speranza non è ancora spenta. I lavoratori continuano il presidio. «La nostra dignità non ha prezzo», affermano con forza. Non vogliono vivere di sussidi. Desiderano il lavoro che gli è stato tolto.
La loro battaglia è commovente. «La facciamo per i nostri figli», dichiarano con le lacrime agli occhi. «Per la Basilicata che non può morire». Espongono cartelli che esprimono il loro stato d'animo.
Critiche alla politica e alla transizione
I cartelli mostrano disillusione verso la politica. «Non servono strette di mano in campagna elettorale, ma spalle su cui contare ora», recita uno slogan. C'è una chiara critica alle promesse non mantenute.
Gli operai contestano la gestione della transizione verso l'elettrico. «Mentre lanciano nuovi modelli noi rischiamo la fame», denunciano. Criticano la multinazionale per aver mandato a casa centinaia di famiglie dell'indotto. «Dietro ogni tuta c'è una storia», sottolineano.
La loro storia vuole continuare. Vogliono rimanere attivi all'interno della Tiberina. A S. Nicola di Melfi, producendo pezzi per Stellantis. Come hanno fatto per decenni, con grandi sacrifici.