La Basilicata valuta l'introduzione di un reddito di merito per studenti universitari. L'obiettivo è contrastare lo spopolamento e il calo delle iscrizioni all'ateneo locale, prendendo spunto da un'iniziativa simile della Calabria.
Proposta per trattenere i giovani talenti
Lo spopolamento dei centri lucani e la diminuzione delle immatricolazioni all'Università della Basilicata rappresentano un grave problema. Questo fenomeno rischia di trasformare un'area già segnata da storiche difficoltà in un territorio privo di prospettive imprenditoriali. La regione perde i suoi giovani, che scelgono di studiare altrove, con poche probabilità di ritorno.
Per invertire questa tendenza, è necessario prestare maggiore attenzione ai giovani. Bisogna creare le condizioni adatte a limitare la fuga di cervelli. Una proposta concreta arriva da Massimo De Salvo, Presidente di Confapi Matera e Vicepresidente di Confapi nazionale.
Ispirazione dalla Calabria: il reddito di merito
De Salvo suggerisce di replicare un'iniziativa già adottata dalla Regione Calabria. Il Presidente calabrese, Roberto Occhiuto, ha infatti introdotto il cosiddetto “reddito di merito”.
A partire dal prossimo anno accademico, tutti gli studenti iscritti alle università calabresi riceveranno un contributo mensile di mille euro. Questo sostegno economico è vincolato al mantenimento di un'elevata media dei voti e al rispetto delle scadenze degli esami. Inoltre, è richiesto che gli studenti proseguano i loro studi all'interno della regione.
Appello alla Regione Basilicata
Massimo De Salvo ha lanciato un appello al Presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi, e all'amministrazione regionale. L'invito è quello di adottare una misura analoga a quella calabrese. Il sostegno agli studenti universitari più meritevoli deve essere visto come un incentivo.
L'obiettivo è incoraggiare l'iscrizione all'Università della Basilicata. Si vuole spingere i giovani a immaginare il proprio futuro nella terra d'origine. In questo modo, potrebbero mettere a frutto le loro competenze, arricchendo il territorio con nuove professionalità.
Oltre il reddito di merito: un ecosistema favorevole
Tuttavia, De Salvo sottolinea che il reddito di merito da solo non è sufficiente. Non può da solo arginare lo spopolamento e il calo delle iscrizioni universitarie. È fondamentale creare un contesto più ampio che permetta ai giovani di studiare e lavorare in Basilicata.
Ciò richiede un duplice sforzo. Da un lato, è necessario ampliare l'offerta formativa e migliorare la qualità dell'ateneo lucano. Dall'altro, occorre generare opportunità di impiego sul territorio. Infine, è cruciale costruire un ecosistema sociale, prima ancora che economico, che renda la vita in Basilicata sempre più appagante.
Preservare e rafforzare l'ateneo lucano
Trattenere e valorizzare i giovani talenti deve essere una priorità assoluta. La regione sta affrontando un progressivo invecchiamento della popolazione, un calo demografico e un impoverimento generale. Molti di questi giovani potrebbero diventare gli imprenditori del futuro.
L'Università della Basilicata (Unibas) ha registrato un calo del 25% degli iscritti negli ultimi dieci anni. Nonostante ciò, l'ateneo rappresenta una risorsa preziosa per il territorio. È un presidio culturale e formativo che necessita di essere preservato, rafforzato e reso più attrattivo. Un potenziamento, in particolare della sede di Matera, è auspicabile.
I dettagli del reddito di merito calabrese saranno presto resi noti. Si raccomanda di prestare la massima attenzione a questa iniziativa e di valutarne l'implementazione anche in Basilicata. Come afferma De Salvo, «copiare non sempre è sbagliato».