Nove anarchici affronteranno il tribunale a Massa per presunta apologia di terrorismo e pubblicazioni clandestine. Il processo, che coinvolge anche la diffusione di scritti di Alfredo Cospito, segue un precedente caso di assoluzione.
Rinvio a giudizio per nove anarchici
La giudice per l'udienza preliminare di Genova, Alice Serra, ha disposto il rinvio a giudizio per un gruppo di nove anarchici. L'accusa principale riguarda l'istigazione e l'apologia con finalità di terrorismo e sovversione dell'ordine democratico. A questi si aggiunge il reato di pubblicazione a mezzo stampa senza la dovuta registrazione.
L'indagine si concentra sulla diffusione del quindicinale clandestino Bezmotivny. Questo periodico ospitava contenuti riconducibili alla cellula Fai/Fri. La pubblicazione includeva anche rivendicazioni di attentati incendiari di matrice anarchica.
Inizialmente, la procura aveva ipotizzato anche il reato di associazione a delinquere con finalità terroristiche. Tuttavia, il Tribunale del Riesame ha escluso questa ipotesi. Sono stati invece confermati altri capi d'accusa, tra cui l'offesa all'onore o al prestigio del Presidente della Repubblica.
Il precedente e l'appello
Questa vicenda rappresenta la seconda fase di un'indagine condotta dalla Digos di Genova e Massa. La prima parte aveva portato all'arresto domiciliare di quattro indagati nel 2023. Per questi soggetti, il procedimento era stato separato.
Il tribunale di Massa, nel febbraio 2025, aveva assolto i quattro dall'accusa di istigazione e apologia di terrorismo. La motivazione fu che «il fatto non sussiste». Solo uno di loro fu condannato a otto mesi per aver offeso il Presidente della Repubblica.
Il procuratore aggiunto Federico Manotti ha presentato ricorso in appello contro questa assoluzione. L'udienza per il suo appello non è ancora stata fissata. La decisione in questo caso potrebbe influenzare il procedimento in corso.
Contenuti e proselitismo
Gli imputati, attraverso la rivista Bezmotivny, diffondevano gli scritti di Alfredo Cospito. Condividevano apertamente le posizioni della cellula Fai/Fri. La rivista fungeva da cassa di risonanza per le rivendicazioni di azioni violente.
Secondo gli inquirenti, il gruppo anarchico era attivo anche nel reclutamento di giovani. Si sospetta che il proselitismo avvenisse anche all'interno di istituti scolastici. L'obiettivo sarebbe stato quello di formare «nuove leve» per le loro attività.
Durante il blitz che ha portato all'indagine, è stata anche sequestrata la tipografia Avenza Grafica a Massa. Questo sequestro mirava a interrompere la capacità materiale di produrre e diffondere materiale illegale.
Il processo a Massa
Il processo principale per i nove anarchici rinviati a giudizio inizierà il 12 novembre 2026. La sede scelta è il Tribunale di Massa. La corte dovrà valutare le prove presentate dalla procura riguardo all'apologia di terrorismo e alla pubblicazione clandestina.
La vicenda solleva questioni delicate sulla libertà di espressione e sui limiti imposti dalla legge per prevenire la diffusione di ideologie violente. La corte dovrà bilanciare questi aspetti nel giudizio.
Le indagini hanno coinvolto anche la figura di Alfredo Cospito, noto esponente anarchico. La diffusione dei suoi scritti è un elemento centrale nell'accusa di apologia. La corte dovrà stabilire se tali scritti, nel contesto della rivista, configurino un'istigazione o un'approvazione del terrorismo.
La presenza di minorenni nelle attività di proselitismo aggiunge un ulteriore elemento di gravità. La procura ha sottolineato questo aspetto come indicativo della volontà di espandere l'influenza del gruppo.
La decisione finale del Tribunale di Massa sarà cruciale per definire la responsabilità degli imputati. La complessità del caso, con le sue implicazioni legali e sociali, attira l'attenzione.
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