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A Manerbio, una porzione dell'area Finchimica è stata bonificata, riaprendo la possibilità di produrre un fungicida. La decisione solleva preoccupazioni ambientali e dibattiti tra amministrazione e comitati locali.

Bonifica parziale dell'area Finchimica

L'ombra dell'impianto AM29 di Finchimica torna a farsi sentire a Manerbio. È stata completata la bonifica di una piccola sezione dello stabilimento. Questa zona rappresenta circa il 2,5% della superficie totale. La sua bonifica catastale è stata stralciata come particella 295. Ora si valuta la ripresa della produzione di un fungicida. Questo prodotto è considerato potenzialmente cancerogeno.

La zona interessata dalla messa in sicurezza è quella dove sorgeva un impianto specifico. L'azienda aveva richiesto un ammodernamento alla Provincia. L'ente aveva sospeso la procedura. Questo a causa del ritrovamento di tracce del fitofarmaco nelle acque di scarico. Successivamente, è stata concessa una proroga. La proroga attendeva gli esiti del risanamento.

Rapporto Arpa e prossimi passi

L'area precedentemente sotto stretta sorveglianza è ora bonificata. Lo conferma un rapporto dell'Arpa. La Commissione Ambiente del Comune di Manerbio ha esaminato il documento. Il sindaco di Manerbio, Paolo Vittorielli, ha annunciato un imminente Consiglio comunale. Questo incontro, previsto per la settimana successiva, sarà dedicato alla Finchimica. Vi parteciperanno tecnici dell'Agenzia regionale di protezione ambientale e consulenti comunali. L'obiettivo è fornire un quadro dettagliato della situazione attuale.

L'azienda presenterà una nuova richiesta per la riapertura della pratica. Il sindaco Vittorielli ha specificato che la Provincia rimane l'ente competente. Tuttavia, è fondamentale considerare una visione d'insieme. Sarà necessaria una nuova fase procedurale. Si convocherà una Conferenza dei servizi. In questa sede, ogni ente coinvolto potrà esprimere le proprie valutazioni.

Il percorso intrapreso mira all'integrale bonifica dell'area. Si passerà dalla fase di messa in sicurezza d'emergenza a quella operativa. Parallelamente, proseguono i controlli sulle acque sotterranee del sito. Da ottobre 2024, è attiva una barriera idraulica. Questo sistema di pozzi intercetta e pompa l'acqua di falda. Lo scopo è impedire la diffusione di eventuali contaminanti. I tempi della bonifica non saranno brevi. Prevedere un orizzonte temporale preciso è difficile. La normativa impone un miglioramento progressivo. Le misure adottate dall'azienda sono finalizzate a questo scopo.

Preoccupazioni degli ambientalisti

Mentre l'amministrazione comunale assicura attenzione e responsabilità nel seguire l'iter. Ribadisce anche l'impegno a informare la popolazione. Dall'altra parte, gli ambientalisti esprimono perplessità. Definirebbero l'intervento come un «inganno».

Dario Selleri, referente del comitato Conoscere&Partecipare, ha spiegato la loro posizione. La barriera idraulica non risolve la contaminazione. Essa si limita a confinarla. L'intervento di bonifica ha interessato una porzione limitata di terreno. Si parla di circa 1.400 metri quadrati. L'area contaminata totale è stimata in oltre 50.000 mq. Questa zona bonificata è quella dove si intende ampliare l'impianto per la produzione di AM29.

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