L'Università di Macerata ospita un importante convegno internazionale dal 15 al 17 aprile. L'evento esplora le identità e le culture delle comunità afrodiscendenti in Europa, Americhe e Africa. Partecipano oltre cinquanta esperti da più di quindici nazioni.
Convegno internazionale su identità afrodiscendenti
L'Università di Macerata è sede di un significativo congresso internazionale. L'incontro, svoltosi dal 15 al 17 aprile, si è focalizzato sulle narrazioni. Ha esplorato le identità e le traiettorie culturali. Ha toccato anche gli aspetti educativi e artistici. Riguarda le comunità afrodiscendenti in Europa, nelle Americhe e in Africa. Il titolo dell'evento era “Afro-descendant narratives and plural identity trajectories”.
L'iniziativa nasce dal progetto di ricerca UniMC Afro_Disc. È legata anche al cluster di ricerca ERUA Afro_Com. Per la prima volta in Italia, si sono riuniti oltre cinquanta studiosi. Hanno partecipato anche artisti e attivisti. Provengono da più di quindici paesi differenti. Il programma completo è consultabile sul sito www.unimc.it.
Sedi e partecipanti all'evento
Il congresso si è tenuto in due sedi prestigiose. La prima è stata il Polo Pantaleoni, situato in Via Pescheria Vecchia 26. La seconda sede è stata l'Aula Magna Omero Proietti, in Via Garibaldi 20. L'evento era aperto a tutto il pubblico. Si è distinto per la sua natura interdisciplinare. Lingue, pedagogia e storia coloniale sono state affrontate. Anche studi letterari e postcoloniali, filosofia, arti visive, teatro e musica hanno trovato spazio. Il programma ha unito rigore accademico e apertura al pubblico.
Tra i partecipanti vi erano ricercatori da diverse nazioni. Erano presenti delegazioni dalla Francia, dal Canada, dal Senegal, dal Kenya, dal Mozambico, dal Marocco, dalla Svizzera, dalla Croazia e dalla Tunisia. Non sono mancati atenei italiani, a dimostrazione della portata globale del progetto. Alla tavola di apertura erano presenti figure istituzionali. C'era il rettore John Mc Court. Presente anche la prorettrice Silvana Colella, delegata alla ricerca. Nonché Rosita Deluigi, ricercatrice principale dei progetti.
Tematiche affrontate e relatori di spicco
I panel scientifici hanno coperto una vasta gamma di argomenti. Sono state analizzate le pratiche plurilingui. Si è discusso delle comunità afrodiscendenti in contesti post-migratori. Sono state esaminate le narrazioni coloniali e decoloniali. La letteratura della diaspora africana nelle Americhe e in Europa è stata un altro tema centrale. Sono state discusse le politiche sull'identità razziale nei discorsi politici attuali. Le pratiche artistiche come forma di resistenza e memoria hanno trovato spazio. Infine, sono state esplorate le intersezioni tra genere, disabilità e afrodiscendenza.
Tra i relatori internazionali di rilievo, hanno partecipato: Danièle Moore dalla Simon Fraser University in Canada. José P. Castiano dall'Universidade Pedagógica Maputo in Mozambico. John Mugubi dalla Kenyatta University di Nairobi. Coudy Kane dall'Université Cheikh Anta Diop di Dakar. E Mhamed Dahi dall'Université Mohammed V di Rabat.
Artivismo, performance teatrali e musicali
Il programma del convegno non si è limitato alla sola dimensione accademica. Sono state proposte attività che hanno coinvolto arte e attivismo. Il 15 aprile è stata presentata una lettura teatrale. Si è trattato di “PUF!”, opera d'esordio della drammaturga afroamericana Lynn Nottage. Questo breve atto unico sovverte la narrazione vittimizzante della violenza domestica. Offre potere discorsivo e d'azione alle donne. Le attrici Eny Cassia Corvo e Didi Garbaccio Bogin hanno interpretato i ruoli. L'introduzione è stata curata dalla traduttrice italiana Valentina Rapetti.
Il 16 aprile ha visto una performance musicale. L'artista Meryem Aassid, co-fondatrice di Jazz’Amazigh, si è esibita. La sua performance si è concentrata sugli intrecci afro-amazigh. Ha esplorato la memoria decoloniale. La giornata conclusiva, il 17 aprile, è stata dedicata a un workshop aperto. Questo evento è stato co-progettato con artisti africani residenti in Europa. È rientrato nel progetto Erasmus+ Circe.
Il progetto di ricerca Afro_Disc e Afro_Com
Il progetto Afro_Disc, finanziato dall'Università di Macerata, rientra nelle Costellazioni Cooperative di Ricerca. Studia le narrazioni autobiografiche. Analizza i percorsi identitari e le pratiche linguistiche. Si concentra sui giovani adulti afrodiscendenti in Italia. Il cluster Afro_Com fa parte dell'alleanza universitaria europea Erua (European Reform University Alliance). È co-finanziato da Erasmus+. Estende la ricerca a una dimensione transnazionale. Coinvolge università di sette paesi europei e africani.