Ad Orvieto si è concluso il ciclo di studi Memor Culturae, focalizzato sull'integrazione tra ricerca storica, nuove tecnologie e restauro di edifici storici. L'evento ha riunito professionisti e studiosi per promuovere pratiche innovative nel recupero del patrimonio.
Restauro e ricerca storica a Orvieto
La Nuova Biblioteca L. Fumi di Orvieto ha ospitato l'ultimo incontro del ciclo Memor Culturae. L'evento, tenutosi il 27 marzo 2026, ha concluso un percorso di studio dedicato agli interventi in contesti storici complessi. Una platea di professionisti, tra cui architetti, ingegneri e archeologi, ha partecipato all'appuntamento finale.
La giornata conclusiva si è concentrata sul tema «Dall’archivio al cantiere». È stata sottolineata l'importanza della ricerca storica per la progettazione di restauri. Le fonti bibliotecarie e archivistiche sono fondamentali. Esse guidano non solo la fase di ideazione ma anche la realizzazione di opere edilizie e paesaggistiche.
Nuove tecnologie per il patrimonio storico
Durante il dibattito è emersa la potenzialità delle nuove tecnologie. L'intelligenza artificiale può semplificare e accelerare le ricerche. Questo offre nuove opportunità a committenti e imprese. Tuttavia, la qualità di un progetto resta legata alla collaborazione tra diverse competenze. La sinergia tra professionisti è cruciale.
Il coordinamento scientifico ha ribadito un concetto chiave. Il dialogo tra esperti e l'uso consapevole degli strumenti moderni sono un vantaggio competitivo. Questo vale soprattutto per il recupero dell'edilizia storica. L'iniziativa ha visto la partecipazione di diverse realtà accademiche e professionali.
Promotori e collaboratori dell'evento
L'evento è stato promosso dal Master di II livello in Progettazione Architettonica per il recupero dell’edilizia storica e degli spazi pubblici della Sapienza Università di Roma. Il Master è diretto dal Professor Toppetti. Hanno collaborato la Fondazione Architetti Interamna e l’Ordine APPC della Provincia di Terni.
Hanno contribuito anche l’Ordine degli Ingegneri, l’Associazione Nazionale Archeologi e il Centro degli Studi storici di Narni. Presenti anche la Fabbrica dei Saperi e le amministrazioni comunali di Narni, Lugnano in Teverina e Orvieto. La partecipazione dei sindaci ha confermato l'interesse istituzionale per il progetto.
Il ruolo di Orvieto e i relatori
La moderazione dell'incontro è stata curata da Cecilia Battistini, coordinatrice del Master PARES. Ha espresso gratitudine a docenti e partner per il successo dell'evento. Un ringraziamento speciale è andato alla sindaca di Orvieto, Roberta Tardani. Lei ha evidenziato come la città sia un esempio di eccellenza territoriale. Questo grazie alla ricchezza del suo patrimonio architettonico e archivistico.
Tra i relatori figuravano docenti della Sapienza come Francesca Lembo Fazio e Barbara Tetti. Hanno partecipato anche l'archeologa Flora Scaia, l'architetto Cecilia Flori e Roberto Sasso, responsabile della biblioteca Fumi. Il contributo storico è stato offerto da Danilo Pirro della Fondazione Ugo Spirito e Renzo De Felice. La prospettiva istituzionale è stata presentata da Alessandro Mascherucci della Soprintendenza speciale di Roma.
L'importanza della collaborazione
Catia Cruciani, Vicepresidente dell’OAPPC di Terni, ha sottolineato l'importanza del lavoro di squadra. Ha definito l'evento «un momento di alta formazione». Lo ha descritto come «un vero e proprio progetto culturale diffuso nel e con il territorio». Ha evidenziato la sinergia tra università, istituzioni e associazioni. «Un grande lavoro di squadra», ha affermato. L'iniziativa è stata partecipata e ricca di spunti utili. Ha centrato l'obiettivo di rispondere a un'esigenza professionale. Questa esigenza riguarda un adeguato livello di qualità nella valorizzazione del patrimonio esistente.