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Il progetto per il depuratore del Garda è al vaglio del Ministero dell'Ambiente, ma nuove opposizioni legali rallentano l'iter. Il Comune di Montichiari si rivolge al Consiglio di Stato contro le decisioni del TAR.

Nuovi ricorsi sul depuratore del Garda

Il complesso progetto per il depuratore del Garda ha raggiunto una fase cruciale. L'opera è stata presentata al Prefetto di Brescia, ora commissario straordinario. Il documento attende l'approvazione definitiva dal Ministero dell'Ambiente. Aggiornamenti tecnici sono stati inclusi rispetto alla proposta iniziale di novembre. L'impianto sorgerà a Esenta di Lonato, coprendo un'area di 39,4 ettari.

L'investimento totale previsto ammonta a 258.300.000 euro. A questa cifra si aggiungono circa 51.660.000 euro per spese tecniche, espropri e imprevisti. Il governo ha stanziato 90 milioni di euro. Tuttavia, i costi potrebbero aumentare a causa dell'inflazione e dell'aumento dei prezzi di materie prime ed energia.

I lavori dovrebbero durare dieci anni, dal 2027 al 2036. Il progetto include oltre 60 chilometri di collettori fognari. Sarà inoltre realizzata una nuova condotta sublacuale di 9,7 km tra Toscolano e Salò. Questa soluzione eviterà scavi lungo la strada Gardesana.

Montichiari ricorre al Consiglio di Stato

Nonostante l'avanzamento del progetto, sorgono nuove opposizioni. Il Comune di Montichiari ha deciso di appellarsi al Consiglio di Stato. L'obiettivo è ottenere l'annullamento delle sentenze del TAR. Si chiede inoltre che il TAR si pronunci nel merito della questione. Il sindaco Marco Togni ha espresso forte contrarietà al progetto fin dal 2019. Egli ritiene illogico convogliare gli scarichi del Garda nel fiume Chiese, già sovraccarico.

Togni critica la complessità del sistema proposto, che include reti fognarie, sistemi di pompaggio e laminazione. La spesa prevista, circa 300 milioni di euro, potrebbe aumentare ulteriormente. Secondo il sindaco, il progetto non risolve il problema fondamentale della separazione tra acque nere e bianche nei comuni gardesani. La gestione degli scarichi a lago rimane una criticità irrisolta.

Il sindaco di Montichiari ha accusato Acque Bresciane di incompetenza e pressapochismo. Ha citato valutazioni iniziali errate e continue modifiche progettuali. Togni ipotizza un atteggiamento supino verso interessi non ancora noti. Ha ribadito la sua determinazione a proseguire la battaglia legale.

Dubbi e critiche sul progetto

La vicenda del depuratore è stata definita «complicata e forzatamente indirizzata» dal sindaco Togni. Ha criticato il TAR per aver demandato la decisione ad altri organi. Anche alcuni sindaci dei comuni gardesani nutrono perplessità. La consigliera regionale Paola Pollini (M5S) ha commentato che i problemi vengono riconosciuti con un ritardo di dieci anni. Il loro silenzio è durato troppo a lungo, secondo Pollini.

La consigliera contesta l'ingente spesa per il nuovo collettore. Avrebbe potuto essere potenziato quello di Peschiera. Per anni, insieme a comitati e associazioni ambientaliste, ha richiesto uno studio comparato indipendente sulle alternative progettuali. Una tale analisi avrebbe dovuto evidenziare pro e contro di ogni soluzione. La scelta trasparente e meno impattante sarebbe stata preferibile.

Pollini ha sempre sostenuto la separazione delle acque nere e bianche. Ha segnalato i disagi per i cittadini dovuti ai cantieri e alle nuove condotte. Si è opposta alla collocazione dei depuratori lungo il fiume Chiese. Rimane aperta la questione dei finanziamenti. L'inflazione e l'aumento dei costi hanno quasi raddoppiato, se non triplicato, il prezzo dell'opera. Non è ancora chiaro come verrà coperta questa spesa. Si teme che i cittadini debbano sostenere nuovamente i costi, come accaduto in passato con altri progetti.

Domande frequenti sul depuratore del Garda

Qual è lo stato attuale del progetto del depuratore del Garda?

Il progetto è stato consegnato al Prefetto di Brescia ed è ora al vaglio del Ministero dell'Ambiente per l'approvazione finale. Sono state apportate modifiche tecniche e l'impianto sorgerà a Esenta di Lonato.

Perché il Comune di Montichiari ha presentato ricorso?

Il Comune di Montichiari si oppone al progetto, ritenendo illogico convogliare gli scarichi nel fiume Chiese. Il sindaco Marco Togni critica la gestione dell'opera e chiede che il TAR si pronunci nel merito della questione.

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